“È questo luogo celebre per i preziosi vini, che vi si fanno, e per li frutti che vi vengono, e molto più per la cortesia del padrone.”
Questa è la descrizione di Andrea Palladio di Villa Angarano nel 1579 nei “Quattro Libri dell’Architettura”.
Cinquecento anni dopo, i cambiamenti non hanno stravolto ciò che l’architetto vicentino ha descritto: i vigneti ci sono ancora, l’ospitalità pure e la villa è ancora abitata dalle eredi della famiglia originaria.
Forse, l’unica novità è che la villa ora è Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1996 insieme a Vicenza e alle altre ville venete create dal Palladio.
Continua a leggere: ti racconto la storia di Villa Angarano e come visitarla perché se sei arrivata fin qui, la curiosità ha già preso il sopravvento!
Se hai una passione per le ville venete come me, approfondisci meglio la storia della civiltà delle ville e dove ho raccolto tutte le ville che ho visitato!
La storia di Villa Angarano a Bassano del Grappa
La storia di Villa Angarano nasce nel 1548 quando il conte Giacomo Angarano chiede all’amico Andrea Palladio la creazione di una villa proprio a Bassano del Grappa.
Il celebre architetto Andrea Palladio è a Bassano proprio in quell’anno per il progetto dedicato al nuovo ponte sul fiume Brenta, oggi conosciuto meglio come il Ponte degli Alpini. La villa è databile in quel periodo storico perché rispecchia appieno il gusto e all’estro della fase giovanile dell’artista.
Nella zona conosciuta oggi come Sant’Eusebio, sorge un colle che confluisce sul lato occidentale del Brenta: proprio qua sorgeva un castello, già menzionato dallo storico Gianbattista Pagliarino. Si sa che nel 1260 è stato aggiunto un palazzo e che nel 1332 l’intera struttura è stata distrutta completamente.
Gli Angarano hanno proprio in questa zona dei vasti possedimenti terrieri con una casa domenicale al loro interno che funge da base per l’interno progetto.
La storia degli Angarano si ferma nel 1588 con la morte di Stefano Angarano e la cui moglie si trova a chiedere la restituzione di una parte della dote. Giacomo Angarano si trova a cedere così parte dei suoi beni e la stessa villa.
Ma non si ferma, invece, l’evoluzione della villa.

Nuovi proprietari e un nuovo architetto
Nel Seicento Villa Angarano ha dei nuovi proprietari:
- la famiglia veneziana dei Formenti grazie alla moglie di Stefano Angarano.
- Cornelia Formenti sposa Gerolamo Molin e la porta in dote.
- Nel 1669, Maria Molin (figlia di Cornelia Formenti) erige un testamento in cui c’è l’esatta indicazione di come ricostruire la villa.
- E’ Paolo Gradenigo, marito di Maria Molin e senatore della Repubblica di Venezia, a proseguire con i lavori.
Oramai sono passati due secoli dal progetto di Andrea Palladio, i gusti e le idee sono cambiate ed è per questo che l’aspetto classico dell’edificio tipico del Palladio viene messo da parte per lasciare posto allo stile barocco.
I lavori terminano durante il Settecento grazie all’architetto veneziano Domenico Margutti che integra i suoi gusti a quelli del collega Andrea Palladio: Villa Angarano oggi è un mix dei due stili.
L’architettura e le decorazioni di Villa Angarano
La struttura principale di Villa Angarano si sviluppa attorno a due cortili:
- il lato ovest è il cuore agricolo della tenuta dove sono collocati i fabbricati di servizio, i granai, le stalle e la cantina, ovvero la parte lavorativa della villa, progettata da Palladio.
- Il lato ad est è quello nobiliare dove si affaccia la villa padronale e affiancata dalle due barchesse con i loro lunghi portici in stile dorico.
La villa padronale che possiamo ammirare noi oggi non è il progetto originario di Palladio.
- Il corpo centrale su tre piani è in stile tardo barocco, con una facciata movimentata, un timpano curvilineo spezzato in cima e diciotto statue che la coronano dall’alto. L’autore è Giacomo Cassetti detto il Marinali, scultore veneto molto attivo nelle ville della zona a cavallo tra Sei e Settecento.
- Le barchesse invece sono quelle originali di Palladio e lo si può riconoscere dallo stile più sobrio e classico. All’estremità del lato destro c’è una cappella dedicata a Santa Maria Maddalena, con pianta ellittica e facciata segnata da due semicolonne imponenti ed è attribuita all’architetto Domenico Margutti e databile agli inizi del Settecento.
- Il parco ottocentesco si estende sul lato settentrionale dell’intero edificio.

Chi sono gli Angarano di Bassano del Grappa?
La famiglia Angarano è stata profondamente radicata nel territorio vicentino, grazie al loro peso economico e politico costruito nel tempo.
Già nel 1296 ottennero dall’autorità locale il diritto di tenere un mercato settimanale vicino al ponte: un privilegio che all’epoca era sinonimo di controllo commerciale su un’intera zona.
La famiglia non si distinse solo negli affari: nel Quattrocento Giuliano Angarano è professore all’Università di Padova, segno di un casato che sapeva muoversi anche nel mondo della cultura e del sapere.
Il salto definitivo verso l’aristocrazia veneziana arriva nel 1655, quando gli Angarano entrarono nel patriziato della Serenissima.
Il motivo?
Un prestito di 140.000 ducati per finanziare la guerra contro Candia tra il 1645 e il 1669. Un gesto che fonde la fedeltà politica al potere economico: servì a stabilire definitivamente il loro status nobiliare.
La visita al suo interno
Villa Angarano si visita esclusivamente con una guida: dal lunedì al venerdì le visite sono aperte ai privati, mentre nel fine settimana è possibile prenotare anche per gruppi.
Durante la mia visita, ho avuto la fortuna di essere l’unica visitatrice quel mattino e quando capita, l’esperienza diventa quasi personalizzata. La guida si adatta all’unico visitatore, risponde a ogni domanda e c’è più tempo per soffermarsi sui dettagli che di solito vengono ignorati o raccontati velocemente per mancanza di tempo.
Mi sono presentata all’ingresso qualche minuto prima delle 10 e la visita è partita subito dall’esterno, per capire come è distribuita la villa nel suo insieme prima di entrarci.
Da fuori si coglie subito l’insieme dell’edificio: le barchesse simmetriche di Palladio abbracciano il cortile centrale e il corpo padronale barocco che chiude la scena sul fondo. Attraversando la barchessa di sinistra si arriva alla Corte Agricola, il centro produttivo della tenuta, dove si tengono le degustazioni dei vini biologici.
Poi il giardino.
Io ci sono andata una mattina di primavera e il parco ottocentesco era in piena fioritura e dopo i temporali dei giorni precedenti, i colori erano nitidi e brillanti.
Dal parco si passa al brolo e alle scuderie (oggi ristrutturate e trasformate in un elegante spazio per le degustazioni o gli eventi). Si visita poi la chiesetta gentilizia di Santa Maria Maddalena. un luogo piccola e raccolto e utilizzato dalla stessa famiglia fino a non tanto tempo fa.
Il percorso si chiude tornando al giardino d’ingresso delimitato dalle due barchesse e con la visita al salone centrale al piano terra della villa padronale. E’ l’unico posto dove la guida chiede di non fotografare.
Una richiesta che potrebbe infastidire dato che mi sarebbe piaciuto molto fotografare tutto (ma proprio tutto) ma ricorda che si sta entrando in una casa privata.
La villa è ancora abitata ed è la residenza privata delle 5 sorelle Bianchi Michiel: è per questo che la visita agli interni è limitata al solo il salone centrale.
Ed è anche l’unico luogo dove non è possibile fotografare nulla o riprendere.

Informazioni utili per visitare Villa Angarano
- Villa Angarano si trova in via Contrà Corte S. Eusebio 15, 36061 Bassano del Grappa VI
- E’ possibile entrare solo tramite una visita guidata che si tiene dal lunedì al venerdì alle 10.
- La visita guidata durata un’ora abbondante.
- Il biglietto costa 15 € e sono previste delle riduzioni.
- In alternativa puoi abbinare usufruire di una degustazione dei loro vini biologici.
Come raggiungere Villa Angarano senza auto?
👉 A piedi dal Ponte degli Alpini gira alla tua destra lasciandoti il ponte e il centro storico alle tue spalle: io ci ho messo mezz’oretta.
- Prendi viale Scalabrini fino al bivio. Puoi scegliere tranquillamente sia Strada Fontanelle che la Strada Provinciale 73 (io ho scelto la prima).
- Al ritorno ho preso sempre Strada Fontanelle e una volta arrivata al viale Scalabrini, ho preso via G. Volpato. Lo consiglio anche a te perché è completamente pedonale e costeggia il fiume Brenta fino al Ponte degli Alpini.
👉 Dalla stazione dei treni in piazzale Cadorna, parte il bus E49 e scendi alla fermata di Sant’Eusebio.
Cosa vedere a Bassano del Grappa e nei suoi dintorni?
- Bassano del Grappa è una cittadina di piccole dimensione con una buona offerta culturale: ti racconto cosa vedere a Bassano in un giorno.
- Vicenza è ben collegata con i mezzi pubblici e inclusa anch’essa nel Patrimonio UNESCO dal 1996 grazie ai tanti edifici di Andrea Palladio. Ecco come visitarla in 24 ore!
- Molto carina e raccolta è anche Castelfranco Veneto, la città natale dell’artista veneto Giorgione: sa cosa puoi vedere?


