Immaginate di salire a bordo di una carrozza con poltrone di velluto blu, avvolti dal profumo di mogano e dal fumo denso di una locomotiva a vapore.
Siete negli anni Venti, l’epoca d’oro dei viaggi in treno, dove dietro ogni scompartimento poteva nascondersi un diplomatico, una celebrità o una spia.
Proprio questa atmosfera misteriosa e affascinante ha ispirato il mio romanzo “Operazione via Maris”.
Come si viaggiava in treno un secolo fa?
Facciamo un salto nel tempo per scoprire come si viaggiava ieri e come sono cambiate le ferrovie oggi.
Negli anni Venti, viaggiare in treno significava lentezza e avventura. I passeggeri sedevano in carrozze in cui entrava regolarmente il fumo del carbone, poiché i convogli erano interamente trainati da locomotive a vapore.
Il viaggio rifletteva le rigide divisioni sociali dell’epoca:
- La prima e la seconda classe offrivano scompartimenti chiusi, sedili imbottiti in velluto rosso scuro e di una grande tranquillità per i passeggeri più facoltosi.
- Al contrario, la terza classe, usata dai lavoratori e persone con minori disponibilità economiche era spartana, caratterizzata da rigide panche di legno non rivestite. Nonostante le differenze, il treno era un grande catalizzatore sociale: i passeggeri parlavano molto tra loro nei corridoi e le stazioni erano veri punti d’incontro per la comunità.
- Il servizio ristorante era un lusso riservato quasi esclusivamente alle lunghe tratte e ai grandi treni internazionali, ed era vietato ai passeggeri di terza classe.
Chi viaggiava sulle brevi percorrenze doveva quindi organizzarsi diversamente: si portava il cibo da casa (pietanze fredde, frutta fresca e secca). Oppure scendeva nelle stazioni principali per acquistare cibo e bevande nei bar e nei buffet di stazione.
Il costo del biglietto di prima classe con pranzo o cena a bordo era altissimo, pari allo stipendio mensile di un operaio.
Ad esempio, la tratta Milano-Roma con un treno “Direttissimo” costava intorno alle 350-400 lire. Chi pagava queste cifre non acquistava solo il trasporto, ma uno status: l’accesso a un mondo ovattato, isolato dal fumo e dal sovraffollamento.

Il Simplon Orient Express e il Parigi Express dei quali parlo nel mio romanzo: il lusso a bordo
Il Parigi Express era del tutto simile al celebre Simplon-Orient-Express.
Il livello del servizio, il personale, le carrozze e la cucina gourmet, che si ispirava alla raffinata cucina francese standard internazionale del lusso, erano speculari.
Il treno partiva dalla Gare de Lyon a Parigi, scendeva verso la Costa Azzurra, attraversava la frontiera a Ventimiglia e correva lungo la linea tirrenica fino a Roma Termini.
Entrambi i treni facevano parte della Compagnie Internationale des Wagons-Lits, la leggendaria azienda di trasporti di lusso fondata dall’ingegnere belga Georges Nagelmackers nel 1872. Nagelmackers rivoluzionò il turismo europeo introducendo l’idea di un hotel a cinque stelle sulle rotaie.
La compagnia possedeva i propri vagoni letto, ristorante e salone. Agganciava le vetture di lusso ai normali treni statali o noleggiava i binari dai governi per far transitare i propri treni completi. In ogni paese attraversato, la ferrovia di quello Stato forniva la locomotiva e il macchinista.
Un treno per celebrità e spie
I passeggeri di questi storici treni pagavano cifre astronomiche per viaggiare in un ambiente protetto e frequentato da regnanti, magnati, spie e diplomatici.
- La celebre Mata Hari utilizzò questo mezzo nei suoi spostamenti segreti tra le capitali europee.
- Nel 1928, Agatha Christie compì il suo primo viaggio sul Simplon-Orient-Express. Rimase così affascinata dall’atmosfera e da un memorabile blocco del treno causato da una tempesta di neve che vi ambientò il suo capolavoro, Assassinio sull’Orient Express.
- Anche Ernest Hemingway vi sbarcò nei primi anni Venti come corrispondente di guerra, descrivendo i suoi tormentati spostamenti nei Balcani in diversi reportage.
I disagi dei treni ordinari
Prima dell’avvento di queste grandi linee, viaggiare tra i diversi paesi europei era un vero incubo.
I passeggeri dovevano scendere alla frontiera nel cuore della notte, scaricare i bagagli e cambiare treno perché i binari o i sistemi tecnici degli Stati non erano compatibili. Nagelmackers risolse il problema progettando carrozze standardizzate e stringendo accordi con le dogane per consentire il controllo dei passaporti a bordo.
Tuttavia, sui treni ordinari i disagi rimanevano pesanti.
Negli anni Venti il percorso Milano-Roma poteva durare fino a dodici ore. Molte carrozze non avevano corridoi interni e si saliva direttamente dall’esterno nello scompartimento; i bagni erano rudimentali o inesistenti e il riscaldamento consisteva spesso in scaldini d’acqua calda da mettere sotto i piedi.
I biglietti erano cartacei, scritti a mano e registrati su pesanti registri aziendali.
Alle frontiere europee si perdevano ore per i controlli doganali e spesso era necessario cambiare treno perché i binari o i sistemi tecnici di uno Stato non erano compatibili con quelli dello Stato vicino.
Ti racconto i disagi del viaggiare in treno ai giorni nostri: sono cambiati i problemi ma gli imprevisti ci sono sempre!
La svolta dell’elettrificazione
La vera svolta tecnologica ci fu però alla fine degli anni Venti e nei decenni successivi, quando l’elettrificazione delle linee in tutta Europa portò alla progressiva scomparsa del vapore.
Oggi il treno è diventato un mezzo semplice da prendere e democratico. A volte desueto, se si considera che per lunghe distanze le persone preferiscono l’aereo.
- Le vecchie tre classi sono state sostituite da livelli di servizio flessibili (Standard, Premium, Business, Executive) accessibili a tutte le tasche.
- Anche i vagoni standard offrono climatizzazione, sedili comodi e servizi igienici moderni.
- I passeggeri hanno a disposizione Wi-Fi gratuito, prese elettriche e USB, monitor che comunicano in tempo reale e carrozze bar aperte a tutti.
- Il biglietto si acquista in pochi secondi tramite app sul telefono e, grazie allo Spazio Schengen e ai sistemi di segnalamento europei unificati, i treni attraversano i confini internazionali a tutta velocità senza alcuna sosta doganale.

Operazione via Maris e l’Orient Express
Il treno di oggi ci porta a destinazione in poche ore, ma ha perso quel brivido di mistero che solo il passato ci sapeva regalare. Ed è proprio tra i corridoi eleganti e i segreti del Parigi Express e del Simplon Orient Express che si sviluppano gli intrighi di “Operazione via Maris”.
E voi, preferite la comodità fulminea dell’alta velocità di oggi o vi piacerebbe fare un viaggio nel tempo a bordo di un vagone degli anni Venti?
E se poteste viaggiare sul Simplon Orient Express degli anni Venti per un solo giorno, quale personaggio storico sperereste di incontrare nello scompartimento accanto al vostro?
Se ti è piaciuto questo racconto, puoi acquistare il romanzo di Maddalena Tiblissi ed è l’ideale per chi ama le atmosfere sospese e i dettagli storici curati.
Con il romanzo “Operazione via Maris” regala ai lettori un thriller storico ambientato nel 1926, dove il furto di sette opere d’arte si trasforma in un pericoloso intrigo internazionale a bordo dei treni più famosi d’Europa.
Chi è l’autrice di questo post?
Maddalena Tiblissi è appassionata di viaggi, dai quali riporta sempre le sue impressioni e ne trae ispirazioni, amerebbe anche viaggiare nel tempo e per questo scrive romanzi ambientati in altre epoche storiche.
I suoi romanzi gialli storici sono: Il caso Rebecca e Operazione Via Maris (pubblicati da Arpeggio Libero Edizioni).


