Al di fuori dei confini, il Trentino Alto Adige è percepito come un unico territorio e talvolta questa visione si discosta dalla realtà: è proprio questo scarto che ho voluto approfondire meglio.
Da una parte i turisti che, non conoscendo le diverse sfaccettature locali e impercettibili da chi viene da fuori, considerano la regione come un’entità unica.
Spesso mescolando e confondendo lingue, culture e tradizioni ben diverse tra loro.
Dall’altra, il marketing turistico ha promosso (lo sta facendo ancora?) le due destinazioni, Trentino e Alto Adige, sul filo del rasoio.
Un Trentino dalla cultura mitteleuropea agli italiani e un Alto Adige dallo stile di vita mediterraneo ai tedeschi.
Ti racconto la mia. Poi ti aspetto nei commenti per leggere cosa ne pensi su questo tema!
Il Trentino Alto Adige visto dai turisti
Un po’ di tempo fa ho creato un sondaggio sul mio profilo Instagram dove ho indagato come venivano visti il Trentino e l’Alto Adige. In diversi casi, le risposte erano simili, se non uguali.
Per chi arriva da fuori regione la distinzione tra Trentino e Alto Adige è quasi invisibile.
In entrambi territori la montagna è la protagonista indiscussa, l’aria appare più pulita rispetto a chi viene dalla città o dalla pianura e il cibo tradizionale è ben apprezzato.
Le risposte del sondaggio hanno messo in evidenza una non differenziazione delle due realtà, nonostante Trentino e Alto Adige siano in competizione tra loro perché, a livello di territoriale sono molto simili.
Il turista, dal canto suo, percepisce il packaging e non il contenuto.

Il Trentino che si vende come Nord Europa
Il marketing del Trentino ha costruito negli anni un posizionamento ben preciso verso il pubblico italiano.
Ne ho avuto conferma anche all’Open Day dello scorso febbraio quando Garda Trentino, l’azienda per il turismo dell’alto Garda, ha aperto le sue porte per raccontarsi.
- wilderness alpina e sport outdoor.
- Sapori autentici e una qualità della vita pulita e non contaminata.
E’ lo specchio di come il Trentino in generale viene venduto, soprattutto dal Covid 19 in poi: sport, vita all’aria aperta e buon cibo.
È una narrativa che funziona perché risponde a un bisogno reale: vengono proposti modelli di vita percepiti come più ordinati, più lenti, più sostenibili.
Un’idea che si rifà al Nord Europa, soprattutto nei Paesi Scandinavi.
Di contro, ho notato una maggiore “germanificazione” del Trentino per attirare più turisti italiani. Ad esempio:
- in alcuni ristoranti tradizionali a Trento o nei maggiori centri turistici, sono state inserite pietanze tipiche tirolesi e spesso non presenti nella tradizione culinaria trentina.
- Alcune tradizioni tipiche dell’area tedesca (Alto Adige, Tirolo, Baviera) sono apparse sempre più anche nelle valli trentine. E guarda a caso durante le festività in cui la presenza turistica è maggiore.
Ti racconto cosa puoi fare in Trentino.

L’Alto Adige che scopre la dolce vita
Anche l’offerta dell’Alto Adige include una vita all’aria aperta, diverse attività sportive e fa dell’enogastronomia il suo punto forte: su questo non si discosta molto dal Trentino
In questo caso, i maggiori fruitori del territorio alto atesino sono i turisti di madrelingua tedesca. Il clima mite, i vigneti, la cucina che mescola tradizione alpina e influenze mediterranee attrae molto chi viene da nord.
La bella vita è oramai un punto di forza quando si parla di Italia: piace molto agli stranieri, nonostante ritengo sia piuttosto inflazionato.
E l’ammetto: a livello personale mi irrita molto perché crea troppi luoghi comuni che dovrebbero essere abbattuti.
Ma c’è un elemento che da non sottovalutare e che secondo me è il vero motore turistico che attira i turisti della Germania, dell’Austria e la Svizzera: la lingua.
In Alto Adige il tedesco è lingua ufficiale, i cartelli sono bilingui, i camerieri rispondono in tedesco senza esitazione.
Per un turista austriaco o tedesco, è davvero un punto a favore dell’Alto Adige. Per loro, vuol dire muoversi liberamenti sul territorio, capire il menu, chiedere informazioni, contrattare senza nessuna barriera linguistica.
Un problema che renderebbe lo stesso viaggio in Trentino molto più faticoso, nonostante i pochi km di distanza: siamo italiani che mastichiamo poco o nulla il tedesco.
I miei racconti dall’Alto Adige: pronta a partire?

Fin quando regge un marketing costruito sugli immaginari?
Trentino e Alto Adige sono due territori distinti, con identità, lingue e storie diverse.
Spesso il turista medio dà per scontato che i trentini sappiano perfettamente il tedesco e che gli alto atesini parlino in italiano.
Una delle differenze principali tra i due territori riguarda proprio l’identità. In provincia di Trento tutto è italiano; mentre in provincia di Bolzano i nomi cambiano a seconda della lingua parlata e i cartelli stradali sono bilingui ovunque.
Il risultato è una continua sovrapposizione: si chiama “strudel trentino”, si dice “maso” pensando a una baita qualsiasi, si fa un tour de force dei mercatini di Natale senza distinguere la destinazione.
Funziona questo mescolamento di identità e culture?
Per ora sì: al turista piace e dal punto di vista del marketing turistico può far comodo questa ambiguità.
Ma vivendo qui ho imparato che esiste un territorio dentro al territorio: quello che i residenti vivono ogni giorno, fatto di sfumature e contraddizioni che il turista non vedrà mai.
E mi chiedo ancora per quanto tempo un marketing costruito sugli immaginari possa reggere, soprattutto in un’epoca in cui i viaggiatori cercano sempre più autenticità.
Sei mai stato in Trentino Alto Adige? Hai trovato quello che ti aspettavi o qualcosa di completamente diverso? Scrivimelo nei commenti!



2 pensieri sparsi
Che bello, Katia, questo articolo. Mi ha fatto molto riflettere.
Ho trascorso dei periodi di vacanza in Trentino ed Alto Adige a partire dagli anni 2000. Ora poi attraverso spesso la regione nei miei viaggi tra Monaco di Baviera e l’Italia.
La mia sensazione in entrambe le zone è sempre stata di una regione a sé che penso venga percepita come unica a partire da come viene studiata in geografia a scuola.
Ci viene presentata come un’unica regione e non vengono spiegate le ragioni delle differenze che hanno soprattutto le radici nella storia.
Ricordo che le prime volte in Alto Adige mi stupivo del fatto che non parlassero quasi italiano ma problemi non ne ho mai avuti neanche all’epoca (parliamo del 2004/2005 quando ancora non conoscevo neanche una parola di tedesco e non era minimamente nei miei piani il trasferimento in Germania). Ora vedo che negli esercizi commerciali parlano indifferentemente tedesco ed italiano. Magari quest’ultimo con un po’ di accento ma a me piace per cui non lo considero un punto a sfavore.
Posso anche capire che per le persone delle nazioni a lingua tedesca possa essere più comodo andare in Alto Adige per non avere problemi di comprensione. Ma del resto anche io vengo spesso in Italia perché così posso parlare liberamente la mia lingua madre.
Sul marketing delle due regioni, sinceramente, posso dirti che lo noto distinto: sono iscritta ad entrambe le newsletter di da tempo e, anche come grafica, le trovo diverse.
Grazie davvero per averti raccontato la tua esperienza: è sempre interessante vedere come chi viene da fuori ci vede!
Spesso mi sono ritrovata a riflettere su tutta la situazione perché, spesso, chi viene da fuori non distingue tra provincia di Trento (Trentino) e provincia di Bolzano (Alto Adige), dando per scontato che siano tutt’uno. Tante volte mi è stato detto “Katia, vengo dalle tue parti e sarò in Trentino, soggiornando a Vipiteno / Bressanone / Merano etc!”. Ritrovandomi così a spiegare che quelle località sono in Alto Adige e c’è proprio una distinzione netta (linguistica, culturale e di confini) tra le due provincie.
Per quanto riguarda negli esercizi commerciali, ho visto che spesso nei negozi sono più persone di madrelingua italiana (soprattutto nei centri maggiori), mentre nei paesini più piccoli e fuori dagli itinerari più turistici, si tende a parlare solo dialetto tedesco (ma credo sia una cosa tipica in tutto il mondo 🙂 )