Non ho mai avuto un’auto nonostante la patente sia stata la prima cosa che ho fatto appena ho compiuto 18 anni. Mi sposto a piedi e con i mezzi pubblici: la fortuna di vivere in una città medio-piccola dove tutto è vicino.
Poi ci sono i viaggi in treno: da pendolare verso altre città per studio o lavoro in primis.
Seguono a ruota i viaggi veri e propri dove la vacanza è in base a dove mi porta il treno: ognuno di noi ha il proprio criterio per scegliere le destinazioni, il mio è sempre stato questo. Seguito poi dai miei interessi, ovviamente.
Ho sempre adorato viaggiare in treno ma c’è stato un momento in cui ho detto basta: ti racconto cosa mi è successo e perché ho incominciato a dubitare su questo modo di viaggiare.
L’estate nera dei treni
Mi sono sempre divertita molto a viaggiare in treno ma è arrivato un momento in cui ho voluto mollare tutto e domandarmi “ma chi me lo fa fare?”.
La mia estate nera dei treni è arrivata nel 2025.
I segnali c’erano già negli anni precedenti e non ci ho dato molta importanza: il Covid-19 e i lavori sulle diverse tratte ferroviarie sono situazioni momentanee. Qualche ritardo qua e là ci sta, soprattutto se si viaggia sulla lunga tratta.
C’è pure una data ben precisa dove è iniziato tutto: da maggio 2025 mi sono resa conto che non ce la potevo più fare.
Viaggiare in treno in Italia: cosa aspettarti
Era da due mesi che stavo organizzando le mie ferie.
Nessun pernottamento, nessun viaggio lontano: dal 19 al 25 maggio avrei usufruito dell’offerta Italia in Tour grazie alla quale avrei potuto viaggiare con i treni regionali per 5 giorni a 59 €.
Decisi in quali giorni viaggiare e dove: tutte destinazioni vicine che mi permettevano di partire la mattina e ritornare la sera. Dovevo solo calcolare di non visitare Venezia nel fine settimana (troppa gente e tassa d’ingresso) e schivare il solito sciopero.
Fantastico no?
Non avevo fatto i calcoli ad un cambiamento di programma: tra Trento e Rovereto proprio da maggio 2025 è stata aggiunta una nuova fermata.
Un paese piccolo, una stazione quasi in mezzo al nulla e 5 minuti extra di viaggio sulla tratta. Il tempo giusto per perdere per pelo le coincidenze per Padova e Venezia e aspettare un’ora il treno successivo a Verona.
Solo dopo ho saputo il perché. E’ stata una proposta di Trentino Trasporti (la compagnia dei trasporti locali) a Trenitalia per soddisfare le tante richieste dei pendolari che ogni giorni raggiungono Trento e Rovereto.
Una bella idea quella di puntare al trasporto pubblico per lasciare a casa l’auto.
Il lato negativo è che questa fermata è stata inserita anche in diverse corse dei regionali veloci:
- Personalmente avrei puntato solo ai treni regionali che già hanno diverse fermate e pensati proprio per i pendolari e a chi si muove sul territorio locale.
- Non avrei mai inserito questa fermata ai treni regionali veloci pensati a chi deve fare viaggi più lunghi e con ogni probabilità prendere un secondo treno a Verona o a Bologna.

Viaggiare in treno oltre confine: cosa può accadere
Ho viaggiato spesso anche all’estero ma mai avrei immaginato che mi succedesse vicino casa!
A giugno decido di ritornare a Innsbruck perché avevo bisogno di rinfrescare i miei vecchi post con nuove foto e informazioni. L’andata è stata perfetta: un treno diretto da Trento alle 6.40 che mi portava direttamente a Innsbruck senza cambi.
Al ritorno, come da prassi, la tratta Innsbruck – Brennero era coperta da ÖBB (le ferrovie austriache) e dal Brennero verso l’Italia se ne occupava Trenitalia o chi per lei.
A causa di problemi sulla tratta Vipiteno – Bressanone, in quel pomeriggio estivo i treni regionali sono stati cancellati e fino al treno prima del mio c’erano dei bus sostitutivi per Bressanone.
Circa 50 persone lasciate al confine senza avere la possibilità di rientrare in Italia.
La maggior parte della gente che viaggiava con me erano pendolari alto atesini che si recavano Innsbruck per lavoro e studio: questa strada la facevano abitualmente.
Gli imprevisti possono capitare, soprattutto in queste zone dove le vie di comunicazioni sono state create in un contesto territoriale piuttosto particolare.
Nello stesso tempo do per scontato che in queste situazioni chi di dovere abbia l’accortezza di trovare delle alternative fino al rientro effettivo dell’emergenza.
Ho trovato questa situazione piuttosto grave e frustrante: non sapevamo come muoverci, che cosa fare, come comportarci. La cosa più importante: dovevamo continuare il nostro percorso e di certo non l’avremmo potuto fare a piedi!
Una buona parte di noi era della zona: conoscevamo bene o male sia l’italiano che il tedesco e la zona.
Ma da qui viaggiano anche tanti turisti tedeschi o austriaci che non parlano italiano e non conoscono il territorio: come avrebbero reagito alla situazione? Se fosse capitato a me durante i miei viaggi all’estero, sarei andata nel panico!

Viaggiare in treno è ancora una valida opportunità?
Ho voluto indagare meglio la situazione: durante i miei tanti viaggi in treno, l’umore di chi viaggiava con i mezzi pubblici come me era nero. I continui scioperi, i ritardi e le coincidenze mancate, treni affollati hanno sempre reso la situazione pesante.
Ma come stanno veramente le cose?
I numeri raccontano che viaggiare in treno in Italia rimane una valida scelta nonostante le forti criticità. Nel 2024 i dati confermano che:
- la puntualità delle Frecce si è fermata attorno al 73% e quella degli Intercity all’82% (Fonte: FS Italiane – Bilancio 2024).
- I reclami dei passeggeri riguardano per quasi la metà ritardi e regolarità del servizio (Fonte: Relazione sulla Qualità dei Servizi – Trenitalia).
- Per quanto riguarda i costi, secondo i dati ISTAT riportati dalla stampa, le tariffe ferroviarie sono cresciute di circa il 6,1% nel 2024 (Fonte: ANSA – Aumenti trasporti 2024).
Nonostante i ritardi, le mancate coincidenze e aumenti di prezzo, i numeri sulla soddisfazione dei viaggiatori dichiarano che:
- per i servizi di media e lunga percorrenza oltre il 90% dei passeggeri si dichiara complessivamente soddisfatto (Fonte: Trenitalia – Relazione Qualità dei Servizi).
Viaggiare in treno in Trentino Alto Adige
Ho voluto indagare nello specifico: com’è viaggiare con il treno in Trentino Alto Adige?
- Non ho trovato dati ufficiali recenti e liberamente accessibili relativi a ritardi e i costi medi dei biglietti. Quei pochi che ci sono, sono specifici ad un determinato momento senza report con valori mese per mese per poter fare una statistica.
- Spesso le statistiche parlano di trasporto pubblico in generale senza distinguere la tipologia (treno, autobus, funivie).
Le mie considerazioni mi portano a pensare che …
Dal 2024 in Trentino Alto Adige stiamo avendo molti disagi per quanto riguarda i mezzi di trasporti e i dati confermano che:
- sono in atto importanti interventi grazie anche ai fondi PNRR. Lavori che una volta terminati sicuramente renderanno i nostri viaggi migliori.
- I cambiamenti climatici sono sotto i nostri occhi: le perturbazioni sono diventate molto più violente, causando non pochi problemi come alberi sui binari o impianti elettrici bruciati.
Nonostante gli imprevisti credo che continuerò a viaggiare treno: rimane il mezzo che più di altri mescola sostenibilità, comodità e la possibilità di osservare l’Italia scorrere dal finestrino.
Quale è la tua esperienza nel viaggiare in treno?


