Se stai programmando una visita lungo la Riviera del Brenta e ti stai chiedendo se valga la pena fermarti a Stra, Villa Foscarini Rossi merita decisamente una tappa.
Siamo in provincia di Venezia e alle porte di Padova: una sosta da considerare e da abbinare al vicino Museo Nazionale di Villa Pisani.
Tra sale storiche, affreschi e il celebre Museo della Calzatura, la villa offre un’esperienza diversa dalle classiche dimore venete.
Se vuoi sapere cosa vedere all’interno di Villa Foscarini Rossi e come visitarla, continua a leggere!
Troverai un pizzico di storia, qualche curiosità e cosa ammirare all’interno di Villa Foscarini Rossi, spiegato in modo semplice e pratico.
La storia di Villa Foscarini Rossi
Villa Foscarini Rossi nasce nel Seicento diventando ben presto la residenza di rappresentanza della famiglia Foscarini, una delle più influenti dell’aristocrazia veneziana.
Durante il corso del tempo, la struttura subisce ampliamenti e trasformazioni, assumendo l’aspetto elegante che oggi la caratterizza.
- Nel 1762 viene eletto Doge di Venezia il Procuratore Marco Foscarini e la villa diventa la sua dimora preferita. Fece costruire un edificio dedicato alla lavorazione del corallo: ora non esiste più!
- Nel 1773 Gaspare Gozzi è stato l’ospite d’onore della famiglia Foscarini. E’ stato un’importante letterato, giornalista e intellettuale dell’epoca. Con i “Sermoni” ha ironizzato la società veneziana dell’epoca attraverso le sue poesie.
- Anche l’ingegnere Luigi Negrelli è stato uno degli ospiti illustri della villa.
E’ il Novecento che porta un ulteriore ed importante cambiamento.
Alla fine del secolo scorso, Villa Foscarini viene associata alla famiglia Rossi con l’apertura del Museo della Scarpa nel 1993, dove è di scena la calzatura del lusso.
Villa Foscarini Rossi non è più “solo” una dimora storica: si è trasformato anche in uno spazio museale del tutto nuovo, in grado di mescolare storia, arte e manifattura italiana.

Cosa vedere all’interno della villa
La visita all’interno di Villa Foscarini Rossi non prende molto, se non una o due ore al massimo.
Il percorso inizia nella villa Padronale ed è la tappa che probabilmente richiederà più tempo. Segue poi il giardino, piuttosto piccolo se confrontato ad altre ville venete, e la foresteria.
Quest’ultima non è sempre aperta dato che spesso ospita diversi eventi.
Se avrai la fortuna di trovarla completamente vuota e visitarla in solitaria come mi è capitato l’ultima volta che ci sono stata, non uscirai più per via della sua bellezza!
La foresteria ovvero la Barchessa
La prima cosa che noterai della foresteria è il suo imponente porticato che durante la bella stagione si trasforma in una estensione del Salone degli Affreschi.
Durante i mesi più freddi, il porticato viene chiuso con dei teli in Cristal, trasformandolo in una immensa veranda: per questo motivo è uno spazio utilizzato per gli eventi durante il corso di tutto l’anno.
Una volta entrati nella foresteria, gli spazi da visitare sono così distribuiti:
- il piano terra, dove spicca il Salone degli Affreschi. Questo piano è quello più esteso: ben 600 m² di pura bellezza.
- I Mezzanini con i suoi 300 m².
- La mansarda distribuita su 560 m².
- Le cantine con una superficie di 400 m².
La struttura originaria della Barchessa risale al Cinquecento e il progetto che possiamo ammirare noi oggi risale tra il Sei e Settecento.
Il lavoro venne commissionato a Vincenzo Scamozzi con l’aiuto di altri architetti come Francesco Contini e Giuseppe Jappelli e gli artisti Pietro Liberi e Domenico de Bruni che l’affrescarono nel 1652.
La sala principale è stata affrescata nel Settecento in occasione del matrimonio di Giovanni Battista Foscarini e lo stile romantico-pompeiano di alcune sale adiacenti risale all’Ottocento grazie agli allievi dello stesso Jappelli.
Una buona parte degli affreschi dell’artista Domenico de Bruni vennero distrutti da un bombardamento della Seconda Guerra Mondiale e successivamente restaurati dalla Soprintendenza ai Monumenti di Venezia.

Museo della Calzatura
Il Museo della Calzatura è stato allestito all’interno della Villa Padronale ed inaugurato nel 1995 dall’imprenditore calzaturiero Luigino Rossi.
L’obiettivo è quello di accompagnare il visitatore attraverso le sale per far conoscere la storia dell’azienda e diffondere la tradizione calzaturiera della Riviera del Brenta.
Inoltre, l’esposizione documenta l’evoluzione del costume e della moda durante la seconda metà del Novecento grazie alle diverse scarpe esposte.
La collezione esposta conta più di 1350 modelli di calzature femminili.
I pezzi provengono tutti dal calzaturificio Rossimonda e databili dal 1947 fino ai giorni nostri e le relative collaborazioni con i più importanti stilisti.
Potrai ammirare anche una piccola collezione di calzature veneziane databili tra il Sette e Ottocento.
Come si distribuisce il percorso?
Il percorso inizia al piano terra, dopo aver passato la biglietteria, con una raccolta di calzature antiche ed etniche: le ha raccolte lo stesso fondatore nel corso degli anni grazie ai suoi viaggi.
Le scarpe esposte provengono soprattutto dagli Stati Uniti, Inghilterra e Germania con il loro senso pratico tipico del nord.
Si prosegue poi verso al primo piano con l’esposizioni provenienti dall’Italia, Francia e Spagna dove spicca un’attenzione maggiore ai dettagli, caratteristica del mondo mediterraneo.
La visita permette anche di ammirare gli interni della villa Padronale: è la classica situazione in cui non saprai se ammirare l’esposizione dedicata alla calzaturiera o l’edificio.

Leggende e curiosità
Come in ogni antico edificio che si rispetti, anche a Villa Foscarini Rossi troviamo alcune leggende: eccone un paio!
Si racconta che durante il solstizio d’estate degli anni che finiscono con lo 0 o con il 5, nelle ore notturne il fantasma di Emma vaghi per le stanze facendo sbattere porte e finestre.
Anche la nobildonna veneziana soggiornò all’interno della villa per alcune settimane.
Ami gli spettegolezzi? Nei puoi trovare uno tra gli affreschi di Pietro Liberi nella Barchessa!
Chiara Foscarini, moglie di Enrico Dandolo, ebbe una tresca con l’artista Liberi durante il periodo in cui lui si occupò di affrescare la sala principale.
Una sera d’estate, entrando nella sua stanza, il doge Dandolo si accorse di qualcosa di strano ma la moglie lo tranquillizzò.
L’amante era uscito dalla stanza senza farsi notare e nonostante il doge lo intimidò, riuscì a finire il suo lavoro e ad essere pagato.
A lavori terminati, tutti si complimentarono con l’artista e della sua bravura nel creare il ritratto di Chiara in maniera perfetta. Dandolo si rese conto che non solo il viso era realistico ma anche il resto del corpo, rappresentato in tutta la sua nudità.
Pietro Liberi era un veneziano dal bell’aspetto, che riscuoteva molto successo tra le dame del suo tempo.
Dipingendo l’opera di Villa Foscarini Rossi, Liberi iniziò un’appassionata storia d’amore con Chiara Foscarini, moglie del nobile veneziano Dandolo.
Informazioni utili
- Villa Foscarini Rossi si trova in via Doge Pisani 1/2, 30039 Stra, Venezia.
- La villa la puoi raggiungere sia da Padova che da Venezia prendendo il bus nr 53E scendendo a Stra.
- Il biglietto costa 8 € e sono previste delle riduzioni.
Gli orari di apertura sono:
- da aprile ad ottobre: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13. Apertura stagionale del fine settimana: sabato e domenica dalle 14 alle 18.
- Durante il mese di agosto il Museo della Calzatura sarà chiuso.
- Da novembre a marzo: da lunedì a venerdì dalle 9 alle 13.
Villa Foscarini Rossi è disponibile per eventi, matrimoni, meeting e tant’altro. Per ogni info contattare l’ufficio eventi:
- è aperto dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 17.30.
- Chiamando lo 39 049 9800335 i mandando una email a info@villafoscarini.it.

La civiltà delle ville venete
La Serenissima, dopo aver consolidato il suo dominio anche sulla terraferma, iniziò ad investire nell’entroterra il suo patrimonio economico derivato dal florido commercio marittimo.
Ed è così che la nobiltà veneziana iniziò ad acquistare ampi spazi di terreno da dedicare soprattutto all’agricoltura. La fine del Cinquecento conobbe un boom edilizio grazie alla costruzione di nuove case padronali per poter controllare meglio le diverse aziende agricole.
Un esplosione di ville soprattutto lungo i principali fiumi, come il Piave e il Brenta: l’estetica dell’architettura e del paesaggio circostante andò di pari passo con la comodità dei collegamenti fluviali con Venezia.
Stiamo parlando di oltre 4 mila ville costruite tra il Quattro e il Settecento: un numero piuttosto elevato! Non tutte sono visitabili perché abbandonate a sé stesse oppure di proprietà privata.
Il modo migliore per poter avere un’idea generale è quella di prenotare una crociera sul Brenta, grazie alla quale potrai ammirare la bellezza della “civiltà delle ville venete”.
Le ville che ho visitato nel corso degli anni sono:
- Villa Pisani ovvero La Nazionale, è la regina delle ville ed è la vicina di casa di villa Foscarini: ti consiglio di programmare le due visite nella stessa giornata!
- Alle porte di Venezia ho visitato La Malcontenta, all’anagrafe villa Foscari: la sua particolarità? Non ha impianto elettrico e vengono utilizzate ancora oggi le candele durante i diversi eventi serali.
- A Vicenza ho visitato Villa Rotonda, il soprannome per Villa Almerico Capra e Villa Nani ovvero Villa Valmarana. Anche in questo caso consiglio di programmare la visita di entrambe nella stessa giornata perché sono molto vicine.


