A pochi chilometri da Padova, a Piazzola sul Brenta si trova Villa Contarini Camerini, una delle ville venete più grandi e scenografiche di tutto il Veneto.
La sua storia è lunga e variegata: nel corso di quattro secoli è stata castello, residenza agricola, villa rinascimentale, reggia barocca e capriccio ottocentesco.
Ogni fase ha lasciato un segno ancora visibile oggi come la sorprendente Sala della Musica, costruita come una cassa armonica rovesciata, al parco di 45 ettari che nasconde un laghetto, un’isoletta e alberi arrivati da tutto il mondo.
In questa guida trovi la storia della villa, cosa vedere all’interno e nel parco, e le informazioni pratiche (orari, prezzi, come arrivare) per organizzare la visita.
Ti racconto cosa è la civiltà delle ville venete, come si è sviluppata e quali vedere!
La storia di Villa Contarini dai Contarini ai Camerini
Le prime notizie ufficiali di Piazzola sul Brenta risalgono al Duecento: è un borgo fortificato molto simile ad altri in pianura Padana sorti per proteggersi dalle invasioni barbariche.
Nello specifico, Villa Contarini sorge sui resti di un antico castello che si affacciava sulle sponte del Brenta: la famiglia Contarini decise di erigere la propria villa rurale nel 1546 dopo aver ereditato una buona parte dei terreni di Piazzola.
Non è ancora certo che l’impostazione architettonica della prima fase di costruzione sia frutto dell’architetto Andrea Palladio. Se così non fosse, lo stile del famoso architetto era molto in voga in quel periodo: molte ville venete di quel periodo riprendevano lo stile delle celebri ville palladiane.

Marco Contarini e la reggia della Serenissima
Il primo e grande artefice di Villa Contarini è sicuramente Marco Contarini, Procuratore di San Marco e una delle massime cariche della Serenissima.
Con Marco Contarini, la villa smette di essere un possedimento agricolo e si trasforma in una reggia di rappresentanza: all’epoca, il soprannome di Marco era villae ampliator (ovvero l’ampliatore della villa).
L’obiettivo è quello di trasformare Piazzola sul Brenta in uno dei più importanti poli di attrazione per l’aristocrazia e le corti d’Europa. Le feste si trasformano così in strumenti di prestigio politico.
Nel 1689 viene organizzata la visita del duca di Brunswick, alleato di Venezia nella guerra contro i turchi. L’evento viene documentato nel libro illustrato “L’orologio del piacere” di Francesco Maria Piccioli.
Il progetto di Marco Contarini rimase però incompiuto: alla sua morte, il figlio non ha mezzi economici e la volontà di completare il grandioso progetto del padre.
Ed è così che l’edificio viene lasciato a sé stesso, conoscendo un periodo di decadenza fino alla seconda metà dell’Ottocento.
L’Ottocento eclettico di Silvestro e Paolo Camerini
Il mutamento radicale lo si ha con Silvestro Camerini: la compra nel 1852 e la restaura, riuscendo così a riportarla agli antichi splendori con un tocco di ecclettismo ottocentesco.
Paolo Camerini, pronipote di Silvestro, completa il lavoro iniziato:
- il parco viene ridisegnato grazie alla bonifica delle risaie circostanti: viene realizzato un parco all’inglese di 120 ettari.
- Crea la Biblioteca Cameriniana, ancora oggi tra le più importanti di tutto il Veneto e di cui ti parlerò più avanti.

Villa Contarini oggi
L’ultima rinascita risale alla fine degli anni Sessanta del secolo scorso, quando il professore Giordano Emilio Ghirardi crea una fondazione a lui intitolata, riportando così in vita la struttura oramai decadente.
La Regione Veneto acquista poi Villa Contarini nel 2005 aprendola al pubblico e creando al suo interno un museo, un archivio, un teatro, un auditorium e un’importante biblioteca.
Il parco, ancora oggi sta conoscendo un graduale recupero dopo diversi cicli di splendore e abbandono. Purtroppo, durante gli anni Quaranta del Novecento sono stati fatti dei pesanti abbattimenti, perdendo così più di 300 piante.
Il progetto attuale è quello di valorizzare le specie arboree storiche come i cedri della Virginia, i cipressi calvi e le robinie; il tutto distribuito su 45 ettari di terreno.
Cosa vedere all’interno: sale, affreschi e la Biblioteca Cameriniana
La visita guidata è distribuita tra il piano terra, il primo piano attraverso le due ale, il secondo e il terzo piano. Tutte le sale visitate mi hanno lasciato senza respiro grazie alla loro bellezza ed è difficile dire quale sia la più bella.
Di seguito ti racconto quelle che più mi hanno colpito.
L’ala destra di Villa Contarini
Il primo piano dell’alta destra era quello dedicato alle feste.
Era in questa parte di Villa Canterini che gli invitati erano ospitati durante i ricevimento e utilizzata anche come passaggio dalla villa alla dependance, dove dormivano, senza uscire all’esterno grazie al “corridore”.
La particolarità sono le 16 sale completamente affrescante, senza nessuno spazio scoperto. Ogni sala è più bella dell’altra: serviva ai proprietari a stupire i propri ospiti e come riprova sociale del loro potere politico.
Tutte sono belle e segnalo:
- la sala delle villeggiature, i cui affreschi illustrano i maggiori possedimenti della famiglia Camerini.
- La sala di prosperina dove la parte centrale del soffitto rappresenta l’episodio mitologico, tratto dalle Metamorfosi di Ovidio.
- Uno stile completamente diverso è la sala dell’altalena, il cui affresco è datato 1900 ed è frutto dell’artista Pietro Pajetta.

Sala da Ballo
La Sala da Ballo si trova sul lato sinistro del primo piano di Villa Contarini ed è sicuramente tra le sale più spettacolari dell’intero edificio.
E’ conosciuta anche come la Sala degli Stucchi grazie alla ricca decorazione in stucco e i diversti putti in rilievo che impreziosiscono l’ambiente.
Tra le opere esposte spicca il dipinto Naufragio con la liberazione di uno schiavo, realizzato nel 1620 dal pittore veneziano Carlo Saraceni e completato dal suo collaboratore Jean Le Clerc.
Il soffitto è decorato con l’affresco La Virtù che scaccia il Vizio, affiancato da allegorie della Guerra, della Giustizia, della Pace e della Nobiltà.
Negli ovali delle pareti sono raffigurati Apollo, figure legate alla musica: gli affreschi sono attribuiti a Gerolamo Pellegrini e risalgono alla fine del Seicento.
Sala degli Specchi
Un’altra sala che mi è piaciuta molto è sicuramente la Sala degli Specchi situata al secondo piano accanto alla Sala della Musica.
Lo stile è in perfetto stile rococò mentre l’arredamento è del 1905. Le decorazioni a stucco sono di Ferruccio Sanavio, che mescola riferimenti settecenteschi a istanze di gusto floreale.

Sala della Musica ovvero la Sala della Chitarra Rovesciata
Questo è un luogo del tutto particolare: ci troviamo di fronte ad un sistema architettonico – musicale del tutto originale.
E’ una sala costruita verticalmente su cinque livelli comunicanti tra di loro (piano nobile, ballatoio, apertura ottagonale, logge cantorie e sottotetto) e ideata come se fosse una vera cassa armonica “rovesciata” in grado di diffondere verso il basso sia i suoni musicali che le voci provenienti dai diversi livelli.
Un’idea geniale se si pensa che all’epoca della sua costruzione non esistevano tutti gli strumenti scientifici moderni per progettarla.
Biblioteca Cameriniana
La biblioteca è collocata al secondo piano della villa e nasce dalle antiche raccolte di Marco Contarini: le raccolte originali sono oggi conservate alla Biblioteca Marciana di Venezia, mentre l’aspetto attuale della sala è databile tra Otto e Novecento.
Paolo Camerini si occupò del restauro della villa dal 1890, con l’intento di trasformarla in un luogo privilegiato per opere d’arte e collezioni librarie, ricreando gli antichi fasti di villa Contarini e aumentando il prestigio della propria famiglia.
E’ stato lui stesso ad ampliare le collezioni, trasferendole nell’aula est dell’edificio e trasformando lo spazio in una libreria moderna.
Camerini morì nel 1937; la collezione rimase intatta durante la Seconda Guerra Mondiale, ma si disperse nel 1950 con la cessione della villa a terzi.
Nel 1967 il prof. Giordano Emilio Ghirardi cercò di preservare ciò che ne era rimasto, sigillando le scaffalature e arricchendole di nuovi volumi e periodici a tema medico-sanitario.
Nel 2005 la Regione Veneto ha acquistato Villa Contarini, impegnandosi a riorganizzare e catalogare il materiale della biblioteca.

Il parco: 40 ettari da esplorare prima o dopo la visita
In origine non fu un parco ma piuttosto un insieme di campi coltivati accanto ad un brolo, il quale proteggeva dalle tante esondazioni del fiume Brenta.
Il vasto terreno era caratterizzato da boschi, aree coltivate e selvaggina: il necessario per provvedere al sostentamento del proprietario della villa e dei suoi dipendenti.
Poi arriva il Procuratore di San Marco, Marco Contarini, che trasforma il possedimento agricolo in una villa regale: anche lo spazio attorno inizia di conseguenza a trasformarsi.
Le prime testimonianze di un giardino risalgono alla metà del Seicento grazie anche ad una mappa di Giusto Dante del 1662 e di Francesco Fiorini del 1671. Un inizio molto semplice che sfocia poi nella sua magnificenza.
Jacques Chassebras de Cramailles, un visitare francese dell’epoca, racconta lo splendore del giardino barocco in Histoire de mes conquetes del 1681.
Un mondo incantato caratterizzato da agrumi, viali coperti, labirinti sotterranei e voliere.
Uno spazio che serviva ad ospitare e meravigliare gli ospiti della villa.

Durante il Settecento
Diverse mappe continuano a documentare testimonianze sempre più dettagliate.
Nel 1769, Stefano Foin mostra nella sua mappa un parterre formale con aree circolari simmetriche e aiuole organizzate a raggiera che si restringono verso il centro della piazza.
Vengono gettate le prime basi di come possiamo ammirare noi oggi il giardino: viene creato un laghetto e un pezzo di terreno viene innalzato, creando così un’isoletta.
E’ di questo periodo anche il viale caratterizzato da due filari di ippocastani, pioppi neri, querce e robinie.
L’Ottocento e i Camerini
La famiglia Camerini arriva durante l’Ottocento, dopo un lungo periodo di decadenza sia della villa che del parco: quest’ultimo ritornato ad essere un terreno coltivato e gli alberi usati come legna da ardere.
Il ricco possidente emiliano Silvestro Camerini acquista la villa per consolidare il proprio prestigio sociale.
Successivamente, il nipote Luigi e il pronipote Paolo Camerini realizzano l’intervento più radicale: eseguono un piano di opere idrauliche abbastanza importante e grazie alla relativa bonifica delle risaie, ottengono un’area di 120 ettari per creare un parco all’inglese.
Nel 1892 viene incaricato l’ingegner Lupati a ridisegnare il parterre davanti alla villa e altri grossi lavori. I nuovi elementi di questo periodo sono:
- un chalet e un ippodromo per ospitare le nuove attività mondane.
- Un’isoletta al centro del lago.
- Una toboga, ossia uno scivolo costruito sulla sommità di un dosso artificiale.

Come si presenta il parco oggi?
Durante il Novecento, il grande parco di Villa Contarini ha conosciuto un nuovo periodo di decadenza tra le due guerre e negli anni Quaranta, durante i quali vengono abbattute 300 piante, modificandone completamente l’assetto.
Giordano Emilio Ghirardi recupera villa e giardino per aprirli nuovamente al pubblico:
- rifacimento del parterre antistante della villa.
- Viene ripristinata l’antica disposizione dei due assi perpendicolari agli inizi degli anni Settanta.
- Ridimensionamento dell’assetto ottocentesco.
Dei 120 ettari dell’Ottocento, oggi il giardino ne conta solo 45 e sono stati eliminati l’ippodromo e diversi riferimenti prospettici.
Nonostante questo, il parco rimane un luogo con un grande fascino: io mi ci sono ritrovata a mangiare il mio pranzo al sacco, rilassandomi davanti al lago e a rinfrescandomi sotto il lungo viale alberato.
Il lato curioso mette in evidenza di come l’impianto sia en masse di specie arboree che non hanno nulla a che fare con la fauna locale. E’ un caso studio per quanto riguarda il rapporto tra giardinaggio storico e adattamento ambientale.
Il lato occidentale è dove maggiormente la natura ha preso il sopravvento, creando così un habitat straordinario dal punto di vista faunistico e floristico.
Informazioni utili per la visita
- Villa Contarini si trova in piazza Paolo Camerini 2, Piazzola sul Brenta in provincia di Padova.
Gli orari di apertura sono:
- dal 1° marzo al 31 ottobre è aperta tutti i giorni (domeniche e festivi compresi) dalle 9 alle ore 19.
- Dal 1° novembre al 28 febbraio è aperta tutti i giorni (domeniche e festivi compresi) dalle 9 alle ore 16.
- Il giorno di chiusura è il mercoledì non festivo.
Il biglietto intero è di 10 € con riduzioni e include la visita guidata al suo interno e la visita libera al parco.
L’acquisto del biglietto offre uno sconto del 50% per l’ingresso al Complesso Monumentale della Rocca di Monselice PD: non buttarlo!
L’interno è consentito solo con la guida chiamando lo 049 5590347.
- La visita guidata all’interno della villa dura un’ora abbondante.
- Calcola un’altra oretta per visitare il parco: io me la sono presa con molta calma perché mi sono fermata in una delle tante panchine per il mio pranzo al sacco!

Perché visitare Villa Contarini a Piazzola sul Brenta?
Villa Contarini Camerini non è solo una villa, è una stratificazione di diversi stili e storie che l’hanno caratterizzata.
Tutto è nato da un castello medievale, passando per una villa rinascimentale grazie al doge Marco Contarini. E’ stata una reggia teatrale barocca, una rovina romantica e un ecclettico capriccio ottocentesco.
Oggi è un bene culturale accessibile a tutti. Un luogo dove il tempo e la storia hanno lascito i propri segni: il suo fascino discreto racconta molto più di quanto si immagina.
Una villa che ha visto passare al suo interno duchi e dogi, naumachie, cantanti-bambine e ingegneri idraulici. Durante la visita si ha la possibilità di sognare ad occhi aperti l’antico fasto e immaginarci partecipare in prima persona ad una delle celebri feste organizzate dai proprietari!
Come arrivare con i mezzi pubblici a Villa Contarini?
Da Padova parte il pullman extra urbano E074 Padova – Piazzola – Carmignano – Cittadella ed è quello che ho preso io.
- Il biglietto costa 3,60 € a tratta.
- Gli orari li puoi consultare sul sito di BusItalia e la partenza è sulla sinistra uscendo dalla stazione dei treni.
Da Vicenza parte il pullman extra urbano E27.
- Il biglietto costa 3,80 € a tratta.
- Il pullman parte da viale della Pace 80: dalla stazione dei treni lo raggiungi col bus urbano nr 1.


