Con questo post voglio farti conoscere Trento con gli occhi di chi l’ha vissuta nel Cinquecento: ti porto attraverso i luoghi del Concilio di Trento, un itinerario per il centro storico grazie ad un’idea nata durante il mio periodo di tesi.
Mentre cercavo materiale sul Concilio di Trento, ad un mercatino di libri usati ho trovato un libro che ha dato il via alla mia idea (e che ovviamente ho comprato!).
Pillole di storia sul Concilio di Trento
Trento non fu la prima città proposta per poter svolgere il Concilio, e in diverse situazioni si cercò di spostare l’evento in altre località.
Papa Paolo III, invece, la definì “sito commodo, libero e a tutte le Nationi opportuno” nel maggio del 1542.
Nel ventennio successivo i dubbi, però, erano ancora tanti e nel 1561 il vescovo di Fiesole scrisse a Cosimo dè Medici che dubitava si potesse alloggiare a Trento comodamente, pensando all’elevata presenza di prelati e ambasciatori.
La città non era adatta per ospitare questo importante evento!
Trento, una città poco adatta
Dall’altra parte non aveva tutti i torti: la città, fino ad allora era un luogo non abituato a questo tipo di eventi e gestire l’alloggio di tutte queste personalità non fu certo facile!
Nel corso dei 18 anni di Concilio, Trento ospitò ben 284 prelati e delegati di varia natura provenienti da 14 paesi. Solo nella terza e ultima fase del Concilio, arrivarono in città ben oltre 200 vescovi e ambasciatori.
Nel 1562 venne stimato che i forestieri a Trento avessero raggiunto le 4.000 unità: pensate che la città di allora contava tra i 6 e gli 8 mila abitanti!
Le ventitre sessioni ufficiali del Concilio si svolsero nella cattedrale di San Vigilio; le discussioni preparatorie furono svolte nelle abitazioni dei legati pontifici, al palazzo a Prato prima e a palazzo Thun poi.
L’ultima fase dei lavori ebbe sede presso la chiesa di Santa Maria Maggiore, dove venne creata una tribuna in legno al centro della navata della chiesa.
Per quanto riguarda l’alloggio dei vari partecipanti al Concilio “… tutta la nobiltà e la più ricca borghesia trentina furono pressoché obbligate ad affittare agli ospiti case e palazzi in città o negli immediati dintorni, operando innovazioni e restauri sul patrimonio edilizio per migliorare l’offerta abitativa … “

Una copia è al Museo Diocesano Tridentino, una al Castello del Buonconsiglio
I luoghi del Concilio di Trento: le chiese
Quali sono quindi i luoghi del Concilio di Trento? Andiamo a scoprirne alcuni!
Basilica di Santa Maria Maggiore
La basilica fu costruita tra il 1520 e il 1524 per volere del principe vescovo Bernardo Clesio, sui resti della chiesa romanica Santa Maria ad Nives ed elevata a titolo di basilica nel 1864.
La prima processione del Concilio avvenuta il 12 dicembre 1545, alla vigilia dei lavori, ebbe come meta proprio la basilica di Santa Maria Maggiore e successivamente ci furono anche delle cerimonie minori.
La terza fase e quella conclusiva del Concilio furono fatte proprio qua a partire dal 13 aprile 1562.
Una curiosità: secondo le testimonianze dell’epoca, si dovette fermare per un cerco periodo le sessioni perché nel “luogo dove si fanno le ragunanze” erano ancora in corso “certi lavori, che si sono inominciati per rinchiudere meglio contra il freddo“.
La basilica oggi è aperta al pubblico in maniera gratuita. C’è pure una leggenda che la riguarda!
Cattedrale di San Vigilio
La cattedrale di San Vigilio è uno scrigno di arte sacra contenente testimonianze pittoriche e plastiche che vanno dall’età paleocristiana al XIX secolo.
Le entrate al Duomo sono due:
- durante il Concilio, l’ingresso usato per le processioni conciliari fu quello che dà direttamente a piazza Duomo, situato sul fianco sinistro della chiesa.
- L’altra entrata è quella che dà su via Verdi ed quella utilizzata oggi.
Il Concilio iniziò qua il 13 dicembre 1545 con una messa celebrata dal cardinal legato Giovanni Maria Del Monte.
Nel coro fu allestita un’apposita aula in legno di abete e provvista di copertura per ragioni climatiche ed acustiche, dove si svolsero le sessioni della prima e della seconda fase. All’epoca, il coro era sopraelevato di quattro metri e oltre rispetto a così com’è oggi.
Nel 1545 furono appesi dei bellissimi arazzi fiamminghi (oggi conservati al Museo Diocesano Tridentino) acquistati dal cardinale Bernardo Clesio. La terza sessione fu fatta nella navata maggiore.
L’entrata alla cattedrale è gratuita e consiglio di visitare anche la cripta sottostante: è a pagamento ma ne vale la pena!
Chiesa di San Pietro
Chiesa eretta nel Quattrocento con una facciata neogotica risalente alla metà dell’Ottocento, il 18 gennaio 1562 partì proprio da qui la processione inaugurale del Concilio.
La cerimonia si concluse in Duomo con la celebrazione della prima messa del cardinale legato Ercole Gonzaga. Mentre il 28 dicembre dello stesso anno si tennero i funerali dell’arcivescovo Torino Cesare Cybo, morto a Trento il 26 dicembre.
La chiesa di San Pietro si trovava nel quartiere tedesco e quindi, all’epoca del Concilio, le messe erano officiate sia in italiano che in tedesco e in questo quartiere vi erano molte confraternite artigiane.
La chiesa è aperta gratuitamente al pubblico. All’interno troverai anche una cappella dedicata al piccolo Simonino, una storia oscura per la città di Trento!
I luoghi del Concilio di Trento: i palazzi privati
Torre Arcidiaconale
La torre ha una pianta quadrata ed è una massiccia costruzione medievale alta 20 metri. In origine fu la residenza degli arcidiaconi.
In età gotica fu rimaneggiato l’impianto romanico, così come nel Settecento dove vennero aperte quattro finestre che danno sull’attuale via Santa Trinità.
A partire da maggio 1545 fino alla fine del 1563, Angelo Masarelli di San Severino Marche (segretario e cronista del Concilio), abitò qua. Ci furono dei periodi in cui abitò a Roma perché fu il segretario di papa Giulio III.
La torre ha avuto diversi utilizzi nel corso del tempo. Per qualche anno ci sono stati gli uffici del MUSE quando la vecchia sede era in via Calepina. Per un periodo è stata una locanda e ora gli spazi sono vuoti.
Palazzo Roccabruna
L’edificio fu costruito tra il 1557 e il 1562 per iniziativa del canonico Girolamo II Roccabruna, stretto collaboratore del principe vescovo Cristoforo Madruzzo.
Dal gennaio 1563 l’intero palazzo fu preso in affitto dall’ambasciatore di Spagna presso il Concilio, Claudio Fernandez de Quinones conte di Luna.
Fu mandato a Trento per sostituire il marchese di Pescara e giunse in città il 12 aprile dopo aver fatto tappa a Praga, Augsburg ed Innsbruck. Il conte Luna caratterizzò la terza fase del Concilio suscitando la “disputa per le precedenze”: non tollerava che gli altri delegati potessero precederlo nelle cerimonie ufficiali.
Oggi ospita l’Enoteca Provinciale del Trentino, dove vengono svolte diverse manifestazioni legate al mondo vinicolo locale.
Casa Mirana
Questo edificio è tra i più vecchi della città: risale a Medioevo e sul lato nord sono visibili ancora le antiche mura tardogotiche ma alcune decorazioni sono tipicamente rinascimentale.
Come dice il nome, questo palazzo apparteneva alla nobile famiglia Mirana e lo si può dedurre dallo stemma al suo ingresso. Durante il Concilio, Girolamo Mirana – medico trentino e console nel 1554 – ospitò il vescovo di Venosa, Alvaroz de la Quadra: un napoletano di origini spagnole.
La casa è ancora ad uso privato mentre gli spazi al piano terra sono adibiti a negozi e bar.
Palazzo Thun
Questo edificio fu di proprietà della famiglia Thun e acquistato da questa nella seconda metà del Quattrocento. Dal 1873 passò di proprietà al comune e da allora è sede del Municipio.
Lo stesso barone Sigismondo Thun partecipò personalmente ai lavori conciliari in veste di ambasciatore cesareo. Mentre nella terza fase del Concilio ospitò il cardinale legato Ercole Gonzaga, vescovo di Mantova e pensate che morì proprio qua!
La sede del Comune di Trento si trova ancora qui. Consiglio di entrare nel porticato dove è custodita la statua originale del Nettuno: quella sulla fontana in piazza Duomo è una copia!
Consigli di lettura
Cattoi Domenico & Primerano Domenica, Arte e persuasione. La strategia delle immagini dopo il Concilio di Trento, Tipografia Editrice Temi s.a.s., Trento, 2015
Pancheri Roberto, Il Concilio a Trento. I luoghi e la memoria, Comune di Trento, 2009
Prosperi Adriano, Il Concilio di Trento: una introduzione storica, Piccola Biblioteca Einaudi, Torino, 2001
#IluoghiDelConcilio











9 pensieri sparsi
Ciao Katia, una domanda. Hai informazioni sulla parte di streghe e stregoneria discussa durante il Concilio di Trento
Buongiorno Valentino! E’ un argomento di cui mi sto interessando negli ultimi mesi ma fin’ora non ho trovato nulla di concreto. Quel poco che sono riuscita a scoprire, l’ho raccontato qua: https://www.ilmiraggio.com/trento-leggende-misteri-castello-buonconsiglio/
Spero proprio di poter scoprire qualcosa perché interessa molto anche a me!
Dovresti scrivere una guida su Trento, chi può farcela conoscere meglio di te?
Ah, non la conosco così bene ma sicuramente ci saranno altri post in arrivo: voglio far conoscere altri luoghi davvero interessanti e spesso proposti dai Trekking Urbani!
Davvero interessante, sei riuscita a rendere vivi degli argomenti studiati a scuola che reputavo noiosissimi, mentre invece ora mi sembra di aver appena letto un articolo di attualità su dove ospitare i politici al prossimo G8 😀
Quando si scoprono libri davvero interessanti, anche la storia diventa più leggera e si guarda tutto con altri occhi: ho scoperto anche io cose che non sapevo (anche se ci vivo a Trento!).
Wow! Che articolo interessante e dettagliato! Non sono mai stata a Trento, ma in caso dovessi venire voglio te come guida! 🙂
Grazie!! Ma dovrei riprendere in mano tutto: a scuola ci hanno fatto sempre una testa così sulla nostra storia e i nostri monumenti che dopo un pò ne avevo piene le scatole. Ma a distanza di tempo apprezzo il lavoro fatto dalle insegnanti: è solo questione di rispolverare il tutto e sarò ben contenta di portare a zonzo qualcuno! Anche perché molti vengo a Trento per i mercatini e a fare il solito tour. Ma serebbe bello far conoscere anche altro … credo che questo discorso vale anche per le altre città! 🙂
T’aspetto!
Grazie! Di solito le persone vengono a Trento per visitare le “solite” cose (con tutto il rispetto, ovviamente) che spesso non si va oltre ai soliti itinerari. Mi piaceva l´idea di spiegare la citta´ anche sotto un´altro punto di Vista!
T´aspetto allora! 🙂