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La Manifattura delle Arti a Bologna

La Manifattura delle Arti a Bologna

by Katia

La Manifattura delle Arti a Bologna è una zona che ho conosciuto casualmente e che mi ha sorpreso. Non lontano dal centro di Bologna (10-15 minuti a piedi da via dell’Indipendenza), sono stata catapultata in un mondo parallelo, lontano dal caos cittadino.

Un’area di circa 100.000 m² dove l’arte e la cultura sono le protagoniste. Ho passato una bella mattinata a passeggiare in questo quartiere tra il Parco 11 Settembre 2011, la Cineteca e riscaldarmi all’interno del Numero Civico 44. Il mio percorso è continuato all’interno del MAMBo, passando davanti alla Salara e girando per il Parco del Cavaticcio.

Numero Civico 44
Numero Civico 44: una volta era una stalla, oggi un Centro Ricreativo

La Manifattura delle Arti oggi

L’area della Manifattura delle Arti, inaugurata nel 2003, è suddivisa principalmente in: Manifattura Tabacchi, la vecchia cartiera Mulino Tamburi (oggi sede del Dipartimentio di Filosofia e Comunicazione di UniBo), il Castellaccio (dove sorgono edifici residenziali) e l’area dell’ex Macello. Il resto dell’area è dedicata al verde con il Parco del Cavaticcio e il Parco 11 Settembre 2001.

L’obiettivo del progetto MDA-Manifattura delle Arti è valorizzare questo distretto culturale, promuovendo le varie attività artistiche, culturali e di ricerca. La zona ospita il MAMBo, la Cineteca, i laboratori delle arti del Dipartimento di Musica e Spettacolo di UniBo, gallerie d’arte ma anche un asilo nido e una scuola d’infanzia.

Il mio percorso è iniziato da largo dei Caduti del Lavoro: un todem e due prefabbricati coperti da murales indicano l’inizio della Manifattura delle Arti. Solo in un secondo tempo ho scoperto che questi due prefabbricati sono l’accesso alla centrale idroelettrica: fin’ora non sono ancora riuscita a partecipare ad una delle visite guidate proposte nei canali sotterranei.

Murales all'entrata della Manifattura delle Arti bo
Murales all’entrata della Manifattura delle Arti

Storia di un’area portuale e commerciale

Qui si nasconde una parte antica di Bologna, un pezzo di storia cittadina nascosta e non più visibile se non in uno scorcio dal Parco del Cavaticcio o entrando nei suoi edifici oggi adibiti a nuove attività. Una città con tanti canali dove, tra le svariate attività, si produceva anche la seta. I canali sono stati interrati e visibili oggi solo in poche zone della città: al Cavaticcio e sul canale delle Moline.

Dal Rinascimento fino ad una buona parte dell’Ottocento l’area della Manifattura delle Arti è stata un’importante centro mercantile e manifatturiero: un porto, una salara, un macello, una manifattura tabacchi, un forno. In poche parole, un hinterland protoindustriale alle porte di Bologna, toccando le zone del Canale di Reno, Navile, Moline e Aposa.

A cavallo tra Otto e Novecento, la zona ha subìto dei forti cambiamenti: l’idea originaria dell’attuale area nacque nel 1883 dagli architetti Priori e Burian ma tra il 1889 e il 1937 altri piani regolatori modificarono completamente la zona. Bombardata durante la Seconda Guerra Mondiale, dal Dopo Guerra in poi divenne una zona degradata, lasciata a sé stessa, con edifici sventrati, decadenti.

Ed è così che è nata l’idea una Manifattura delle Arti a Bologna: un progetto per recuperare e valorizzare questa parte della città. Area ristrutturata tra il 1996 e il 2003 grazie all’architetto Aldo Rossi, oggi è un piccolo angolo di paradiso pedonale e culturale.

Passeggiando per la Manifattura delle Arti
Passeggiando per la Manifattura delle Arti

La Cineteca e l’Immagine Ritrovata

La Cineteca sorge nell’area di un ex macello comunale e lo si può ben notare dalla testa di un vitello che sporge da un muro: non spaventatevi, è una riproduzione!

Si entra in un cortile attraverso ad un cancello: un bar con il relativo spazio esterno, la sede principale della Cineteca con due sale dedicate ai fratelli Lumière, dove vengono proiettati anche film in lingua originale. Ho visto il loro programma: film alternativi, i grandi classici, una vera chicca per gli amanti del cinema. Una biblioteca dedicata a Renzo Renzi dove trovare ben 240.000 manifesti cinematografici e 5.000 videogiochi. E nello spazio adiacente è ospitato il DAMS: quale posto migliore per gli studenti di cinema e comunicazione per poter studiare?

La Cineteca s’è occupata anche del restauro di alcuni film tra cui L’Immagine Ritrovata: tra gli obiettivi c’è la conservazione archivistica, il restauro, la promozione e la diffusione del cinema e dell’audiovisivo. Ma si occupa anche di formazione, di ricerca e di produzione editoriale .

Le sale della Cineteca e la biblioteca
Le sale della Cineteca e la biblioteca

Il Parco del Cavaticcio, la Salara e il MAMBo

Dietro alla Cineteca si trova un’area altrettanto importante nella storia di Bologna: il Parco del Cavaticcio sul quale s’affacciano la Salara e il MAMBo. Il modo più facile per accederci è attraverso un cancello situato prima della Cineteca, in via del Macello. Mentre l’entrata al MAMBo è da via Don Minzoni.

Il Parco del Cavaticcio

Questo è tra i pochi luoghi di Bologna dove ancora è possibile ammirare una parte degli antichi canali. Il recente progetto di restauro terminato nel 2011, ha voluto scoperchiare il vecchio porto di Bologna e il relativo Canale del Cavaticcio, parte integrante del sistema idraulico Canale Reno–Canale Navile. Un vasto spazio verde e un canale dove ancora oggi scorre l’acqua: un tuffo nel passato di Bologna

La Salara

La Salara è un edificio confinante con il MAMBo: un edificio del XVIII secolo usato come magazzino per le provviste di sale provenienti da Cervia. Oggi è l’unica testimonianza dell’esistenza di un porto fluviale a Bologna: tutti gli altri edifici sono stati abbattuti per volere di un Piano Regolatore del 1881.

Il MAMBo

Il Museo di Arte Moderna e Contemporanea di Bologna è stato allestito all’interno dell’antico forno del pane. Edificio costruito ed inaugurato nel 1917 per volere del sindaco Francesco Zanardi. La popolazione viveva alle soglie della povertà e furono creati degli spacci comunali per sostenere le fasce più deboli dove trovare merce a prezzi agevolati.

La struttura dell’ex forno aveva una pianta rettagonale, grandi vetrate e al suo interno furono disposti dieci forni a vapore di dodici metri quadri ciascuno. Ecco il primo forno comunale che diede lavoro ad un centinaio di lavoratori.

Oggi, il MAMBo ospita mostre di arte contempornea, il Museo Morandi e la collezione della GAM.

Considerazioni sulla mia visita

Questo post è il resoconto di due visite fatte alla Manifattura delle Arti a Bologna: la prima a fine novembre 2018 e la successiva durante l’estate del 2019. Essendo un luogo all’aperto, tranne il MAMBo, ho dovuto lasciare a metà la mia visita dello scorso novembre a causa della pioggia incessante.

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18 comments

Giorgia Marzo 8, 2019 - 5:40 pm

Questa zona di Bologna è una delle mie preferite! Col mio compagno abbiamo la tessera della Cineteca, e vediamo film solo lì; con la mia associazione abbiamo realizzato svariate iniziative al Numero Civico 44 (che per noi rimane sempre Costarena), che è un edificio stupendo che si presta a tantissime idee; al Cavaticcio si passano le sere d’estate, tra buona musica e buono street food.
Che bello vedere che questi posti stupendi e a noi così cari vengono scoperti e apprezzati! E, a nome di Bologna, ti ringrazio per aver raccontato così bene questa scoperta!

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Katia Marzo 8, 2019 - 5:53 pm

WOW! Adoro il cinema e non sai quanto mi piacerebbe poter passare le mie serate estive alla Cineteca: mi sono innamorata di questo luogo! Ci sono andata in novembre (e stava per piovere) ma appena sarò di nuovo a Bologna con la bella stagione e il sole, ci voglio ritornare. Per me è stata una gran bella sorpresa, soprattutto dopo aver conosciuta la storia della Manifattura delle Arti e di come ora, si cerchi di valorizzarla!

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Benedetta Febbraio 16, 2019 - 4:39 pm

Quando leggo post così, mi dico che è questa la grande forza del blogging. Scopri luoghi fuori dai percorsi più battuti, raccontati con perizia e in modo accurato. Questo è decisamente nelle mie corde…Grazie ?

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Katia Febbraio 16, 2019 - 5:38 pm

Sono contenta che ti sia piaciuto questo racconto! Grazie 🙂

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Paola Febbraio 13, 2019 - 11:59 pm

Le aree cittadine recuperate e restituite alla cultura secondo me sono sempre meravigliose da visitare. La cura dei dettagli della manifattura delle arti di Bologna è impressionante, dai murales ai soffitti di mattoni a vista!

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Katia Febbraio 14, 2019 - 8:05 am

Quando ho letto la storia della Manifattura delle Arti ne sono rimasta affascinata: stavo cercando i luoghi dei vecchi canali bolognesi e dell’antica produzione di seta e voilà, è apparsa questa zona. Ed è interessate quando si cerca di recuperare le zone più degradate, restituendole alla città, magari sottoforma di centri culturali.

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Gianluca(gengisb) Febbraio 12, 2019 - 8:42 pm

Non sono mai stato a Bologna e non conoscevo affatto questo complesso che ospita cineteca, biblioteca e altro…E pensare che in Italia ci sono centinaia di strutture lasciate morire, che invece potrebbero diventare fonti di cultura e/o divertimento

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Katia Febbraio 13, 2019 - 9:27 am

E’ vero, ci sono molti luoghi lasciati a sè stessi che potrebbero trasformarsi in realtà belle ed interessanti come la Manifattura delle Arti! Speriamo che non sia l’unica realtà e possa essere da esempio per altre situazioni!

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Giovy Malfiori Febbraio 12, 2019 - 6:28 pm

Mi riprometto sempre di visitare Bologna con occhi più attenti. Ci vado spesso per lavoro e non mi fermo mai a sufficienza.

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Katia Febbraio 12, 2019 - 8:39 pm

Bologna la sto scoprendo con molta calma: di solito anche io la visitavo di corsa perché la facevo in giornata. Ora appena ho due o tre giorni attaccati, ci vado di corsa e mi rendo conto di riuscire a scoprire parecchie cose fuori dal turismo di massa, piccoli gioielli di cui sento già la mancanza. Spero che anche tu riesca a fare lo stesso.

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patty Febbraio 12, 2019 - 3:25 pm

Sono di Bologna ma non sono mai stata in questo posto! devo rimediare! grazie

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Katia Febbraio 12, 2019 - 8:38 pm

Si assolutamente, rimedia di corsa e non te ne pentirai: soddisfazione assicurata!

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Sabrina Balugani Febbraio 12, 2019 - 2:40 pm

Ma tu guarda cosa scopro di Bologna? La frequento, ci ho studiato, ci ho lavorato e ci lavora la mia metà ma mai avrei pensato a una zona simile con una storia così particolare e intrigante. Bellissimo questo post!

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Katia Febbraio 12, 2019 - 8:37 pm

Ah che bello averti fatto conoscere una cosa nuova, ne sono contenta! Ora ci devi andare di corsa 🙂

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Silvia Febbraio 12, 2019 - 1:53 pm

Molto interessante questo post. I posti poco conosciuti sono sempre quelli che mi attraggono di più. L’entrata con questo murales ti invoglia a scoprirne di più. Se passo da Bologna lo terrò sicuramente a mente. Grazie

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Katia Febbraio 12, 2019 - 8:33 pm

E’ vicino al centro e sembra di essere in un altro mondo! Se riesci, ti consiglio proprio la Manuifattura delle Arti 🙂

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Letizia Febbraio 12, 2019 - 11:14 am

Da Prato, Bologna si raggiunge in mezzora di treno o un’ora di macchina, e ci sono sempre nuovi motivi per tornare a visitarla… Non conoscevo questa realtà, anche perché generalmente vado nel centro (così mi mangio anche una o più tigelle che non fa mai male).
Grazie del consiglio!

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Katia Febbraio 12, 2019 - 8:36 pm

Vuoi mettere delle buone tigelle mangiate a zonzo per il centro di Bologna? Vero che è interessante questo quartiere? Io l’adoro e ci voglio tornare perché mi manca la visita alla Salaria!

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