All’interno di Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio a Trento si conserva il ciclo dei mesi, il capolavoro del Gotico Internazionale in Trentino e uno dei più celebri cicli profani del tardo Medioevo in Italia.
I riquadri affrescati sono databili tra il 1391 e il 1407 dal Maestro Venceslao (noto anche come magister Wenceslao di Boemia) per il principe vescovo Giorgio di Liechtenstein, raccontano un anno intero di vita trentina tra Tre e Quattrocento: i tornei e la caccia col falcone della nobiltà, l’aratura e la vendemmia dei contadini, la neve che cade sui castelli.
Se ci farai caso, i mesi rappresentati sono undici e non dodici perché marzo andò distrutto in un incendio.
Non si parla solo un gioiello locale: nella scena di gennaio compare la prima rappresentazione della neve nella storia della pittura occidentale. Questo è solo uno dei tanti motivi per il quale vale la pena di percorrere il camminamento di ronda che porta alla Torre dell’Aquila ed entrare al suo interno.
In questa guida ti racconto chi ha voluto questi affreschi, cosa rappresenta ogni singolo mese e tutte le informazioni pratiche per visitarli: costi, durata, prenotazione.
Cosa troverai all’interno di Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio?
Viene raccontata la vita economica e sociale, così come gli svaghi della nobiltà e il lavoro del popolo.
Le stagioni si susseguono una dopo l’altra e il cambiamento della natura è rappresentato molto dettagliatamente mese per mese, grazie alla cura nella descrizione visiva e dei dettagli.
Le diverse attività umane sono di grande realismo: basti notare i vestiti delle dame e dei cavalieri oppure gli attrezzi usati dai contadini nelle attività di campagna.
Ti racconto meglio la storia del ciclo dei mesi di Torre Aquila: l’artista e il suo mecenate, cosa viene rappresentato ad ogni mese e come prenotare la visita.
Gli artefici del ciclo dei mesi di Torre Aquila
Giorgio di Liechtenstein, Principe Vescovo di Trento vissuto tra il 1360 e il 1419, decise di recuperare e ristrutturare l’antica torre di guardia, riadattandola come luogo privato.
Un piano venne adibito a camera privata mentre l’altro lo trasformò in uno studio.
I motivi di tale decisione sono tutt’ora ignoti: perché creare un ambiente privato lontano dalla corte?
Sicuramente la sensazione di una vita solitaria dove rifugiarsi per meditare e contemplare, resero Torre Aquila il luogo preferito del Principe Vescovo.
La ristrutturazione e i lavori della torre, con molta probabilità, sono stati eseguiti tra il 1391 e il 1407 e commissionati al Maestro Venceslao, un pittore boemo attivo a Trento dal 1397 e conosciuto anche come magister Wenceslao di Boemia.
L’artista ha rappresentato i dodici mesi dell’anno che ci accompagnano lungo tutto l’arco dell’anno.
Marzo è l’unico affresco che manca perché distrutto da un incendio. Tutti gli altri mesi sono ancora in buono stato e si mostrano in tutta la loro magnificenza.

Cosa racconta il ciclo dei mesi?
Si inizia con gennaio che si trova sulla parete orientale della sala entrando nella sala e si conclude con dicembre: i vari riquadri sono separati da sottili colonnine che non disturbano la narrazione.
La scansione narrativa va da sinistra verso destra e l’artista ha dato importanza al cambiamento della luce durante il percorso della giornata grazie alle due finestre presenti nella sala (una verso est e l’altra verso ovest).
Gennaio
Il paesaggio è tutto innevato e i nobili stanno giocando con le palle da neve: per la prima volta nell’arte pittorica, la neve è la protagonista della scena.
Un’attività divertente molto comune durante l’inverno da parte dei giovani nobili: alla metà del Trecento, il fatto di tirarsi le palle di neve, era tra i passatemi preferiti della società cortese.
Un castello domina la scena: probabilmente è la rappresentazione di Castel Stenico, sempre in Trentino e all’epoca, di proprietà vescovile. Nell’affresco, le bandiere con lo stemma di Liechtenstein sventolano sulla cortina muraria.
Febbraio
Per la prima volta, nell’illustrazione dei mesi, viene rappresentato un torneo tra nobili.
I tornei facevano parte della vita dell’epoca e si svolgevano soprattutto durante il periodo del carnevale.
Nel mondo dell’arte, questo è un tema piuttosto raro ma molto presente in Alto Adige come ad esempio negli affreschi di Castel Roncolo vicino Bolzano.
Nella stessa scena, è rappresentato in modo dettagliato anche un fabbro al lavoro con tutti i suoi attrezzi e impegnato a forgiare un pezzo di ferro. Il castello rappresentato è probabilmente lo stesso Castello del Buonconsiglio
Aprile
Aprile è il momento in cui la natura si risveglia.
I contadini dando il via ai loro lavori nei campi come l’aratura e la semina. Due nobildonne stanno graziosamente passeggiando accanto ad un orticello che mostra un microcosmo di erbe e piante come erbe aromatiche, alberi odorosi, meli e peri.
La scena è sovrastata da un villaggio caratterizzato case col tetto di paglia, una chiesa e il pozzo. Un orso si sta risvegliando dal suo letargo nel bosco ed è rappresentata una situazione familiare tipicamente medievale.
Maggio
Maggio è l’unico mese dove c’è la sola presenza nella nobiltà: gli incontri amorosi, il corteggiamento e l’offerta dei doni.
La natura è al suo massimo splendore dove le persone passeggiano delicatamente in essa e sullo sfondo una città con alti bastioni, un fitto bosco e delle figure sedute ad una tavola bandita.
Giugno
L’artista mette in evidenza la sua conoscenza dell’alpeggio.
E’ a giugno che viene raccontata la mungitura delle mucche, la raccolta del latte e la lavorazione dei prodotti caseari quali il formaggio e il burro.
Come nelle rappresentazioni dei mesi successivi, il contrasto del duro lavoro dei contadini e gli svaghi della nobiltà vengono messi a confronto ma senza dare alcun fastidio all’artista e allo stesso committente. Entrambe le situazioni mantengono la loro dignità umana.
Se osservi bene, c’è una coppia dove entrambe le persone hanno la barba. Errore dell’artista? Una beffa? Una dimenticanza?

Luglio
Varie le attività di questo mese:
- i contadini che falciano l’erba e sollevandola poi col forcone per spostarla, le lame delle falci vengono lavorate dalla pietra.
- I pescatori sono occupati a pescare gettando la rete nel lago; due falconieri avanzano con i falchi appollaiati su un telaio e su un trespolo.
- Un gentiluomo offre un falco alla propria dama, proprio come era in uso all’epoca.
Agosto
L’estate è anche il tempo della mietitura, infatti dei contadini sono occupati nei campi di grano per la faticosa raccolta. Alcuni stanno preparando dei covoni, alcuni sanno trasportando i fasci di grano per depositarli poi nei granai.
Come negli altri affreschi, anche nel mese di agosto la scena è rappresentata molto dettagliatamente: l’artista ha una narrazione impeccabile e molto precisa.
Settembre
La parte bassa dell’affresco è caratterizzata da una scena che rappresenta la caccia al falco e i protagonisti sono dame e cavalieri con i loro cani al seguito. Nella parte alta c’è ancora tanto lavoro nei campi: la raccolta delle rape, un contadino guida un aratro che serve per zappare la terra.
Ottobre
Questo è il mese della raccolta dell’uva.
La coltivazione della vite occupa un posto molto importante nel principato vescovile, tema con un forte significato simbolico e sempre presente in buona parte nei calendari medievali.
Il vigneto occupa una buona parte dell’affresco ed è animato da numerosi contadini e per la prima volta sono aiutati da due gentildonne. Viene narrata la raccolta dell’uva, il suo trasporto e il riversamento per la spremitura nel torchio.
Novembre
Con novembre i lavori in campagna sono terminati a causa della stagione fredda e l’attenzione si sposta verso le battute di caccia dell’orso!
La scena è quella relativa alla cattura di un’orsa inseguita da una muta di cani e dei relativi battitori.
Nel Trecento era un abitudine andare a caccia dell’orso sia in Italia che nei paesi d’Oltralpe. L’unica differenza tra il Trentino e le altre zone alpine era più una caccia difensiva che non per diversivo.
Un castello ci porta verso il mese successivo.
Dicembre
Il castello è quello del Buonconsiglio e lo si può riconoscere dalla stessa Torre dell’Aquila, dalla Porta S. Croce al centro e dalla Porta S. Margherita.
A sinistra le antiche porte per entrare in città che servivano da transito da e verso l’esterno come scambio tra il mondo rurale e urbano.
Dicembre è il mese invernale per eccellenza e per questo dei boscaioli sono impegnati ad abbattere gli alberi, ad accatastare la legna che viene poi trasportata su carri in città grazie all’ausilio dei buoi.
Le cime sono già innevate e poi si ricomincia con gennaio!

Come visitare Torre Aquila?
Torre Aquila si trova all’interno del Castello del Buonconsiglio e la visita va prenotata al momento dell’acquisto del biglietto del museo stesso.
Dato lo spazio ridotto, le visite sono programmate nel corso della giornata e per un numero limitato di persone.
Si arriva a Torre Aquila grazie ad un camminamento di ronda lungo le antiche mura: la torre fungeva da porta d’ingresso orientale alla città.
- Il costo per accedere a Torre Aquila è di 2,50 € oltre al biglietto d’ingresso di 10 € al Castello del Buonconsiglio. L’acquisto può essere fatto sia in biglietteria che direttamente sul sito.
- Gli orari del Castello del Buonconsiglio sono dalle 10 alle 18 in estate e dalle 9 alle 17 in inverno. Il giorno di chiusura è il lunedì.
- L’accesso al Ciclo dei Mesi avviene a orari fissi ogni 45 minuti ed è consigliata la prenotazione.
- La visita a Torre Aquila non è inclusa nella Museum Pass Trento Rovereto e nella Membership.
- Viene data un’audioguida che spiega la storia e gli affreschi.
FAQ Frequently Asked Questions
Si possono fare ma senza flash perché rovina i sensibili affreschi.
Nei fine settimana, durante i periodi di festa e in alta stagione come in estate è consigliabile prenotare. Lo puoi fare anche comodamente online o chiamando lo 0461 233770.
No, Torre Aquila non è accessibile a tutti: gli spazi sono stretti e in un paio di punti ci sono degli scalini.
Non è consigliato a chi si muove in carrozzella e a chi soffre di claustrofia. Vi chiederanno di lasciare i passeggini dei più piccoli all’entrata del museo stesso.
E’ andato perso durante un incendio
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2 comments
Li ho visitati anni fa e devo dire che ne sono rimasta meravigliosamente colpita!
Ci sono ritornata volentieri la settimana scorsa: è tra i miei luoghi preferiti del Castello del Buonconsiglio! Li adoro questi affreschi 🙂