Quartieri storici: Borgo Trento e le sue ville in stile Liberty

Quartieri storici: Borgo Trento e le sue ville in stile Liberty

Oggi ho deciso di portarvi in uno dei quartieri storici di Verona: Borgo Trento, alla scoperta delle sue ville in stile Liberty. E’ un quartiere dove il turismo di massa è assente, dove si può perdere la cognizione del tempo a scoprire una fetta di storia recente di Trento.

Verona è una città che adoro e che ogni volta (ri)scopro sempre qualcosa ed è un piacere portarvi con me anche questa volta. In un passato molto recente, per caso sono passata per Borgo Trento, un quartiere storico di Verona situato all’aldilà dell’Adige ed esattamente nell’ansa settentrionale del fiume. Mi ricordo che per raggiungere la Chiesa di S. Giorgio in Braida, ho preso alcune strade laterali anzichè percorrere il Lung’Adige. Ed è così che mi sono trovata in viale Bixio ad ammirare tutte quelle bellissime ville in perfetto stile Liberty. Dovete sapere che io adoro tantissimo questo periodo storico: impazzisco per la storia e l’arte che caratterizzarono la seconda metà dell’Ottocento e la prima metà del Novecento!! Quindi potete capire in che stato meravigliosamente confusionale mi sono ritrovata.

Borgo Trento è un quartiere che ha conosciuto la sua massima espansione edilizia all’inizio del secolo scorso in seguito alla costruzione dei ponti Garibaldi e della Vittoria. Fino a questo momento la zona era ancora un’area di campagna: infatti fino ai primi del Novecento ci si trovava in un territorio ancora suddiviso in terreni agricoli e faceva parte dalla penisola fluviale di Campagnola. Inizialmente era previsto che diventasse una sorta di città-giardino e tutt’ora conserva il disegno degli assi radiali previsti dal piano urbanistico originario. Ma questo borgo ricorda tutt’ora il suo passato non tanto lontano e di tutti i cambiamenti edilizi avvenuti durante tutto il secolo scorso: girovagare qua ci permette di ammirare non solo le villette Liberty ma anche le case dei Postelegrafonici e dei Ferrovieri, oltre ai grandi condomini della Ricostruzione.

 

E fu la borghesia emergente di inizio secolo a commissionare ai più celebri architetti dell’epoca – come l’ing. Italo Mutinelli e l’arch. Ettore Fagiuoli – i loro palazzi su tutta l’asse di viale Bixio e le varie strade laterali. Gli edifici furono costruiti con il recupero  degli elementi decorativi legati all’arte medievale e rinascimentale, creando innumerevoli villini in perfetto stile neogotico e neorinascimentale. Le prime vie nate “naturalmente” furono via Camozzini, via Todeschini-Menotti, via dei Mille e via Ederle, per poi costruire nel 1910 viale Bixio che le collegò tutte tra di loro. Viale Bixio è la via che incontrate per prima venendo dal ponte Garibaldi, il primo ponte veronese con tecniche moderne e costruito per collegare la città alla campagna.

Tra le prime case nel viale Bixio che si incontrano c’è Villa Tedeschi, voluta dall’antiquario Cesare Tedeschi ed eseguita da Ettore Fagiuoli nel 1915. L’antiquario ebbe la necessità di unire la casa al negozio in un unico edificio e fece si che l’esterno venisse ornato con delle colonne, capitelli e sculture.

In via D’Annunzio è possibile ammirare il palazzo Bachbauer Canella: pensate che qui visse il professor Giulio Canella. E chi è costui mi domanderete. Non è altro che lo smemorato di Collegno e non fu altro che il più famoso caso di perdita d’identità del Novecento! Sempre nella stessa via al nr. 4 sorge palazzo Pretato, un edificio in quattro piani, caratterizzato da un cancello in ferro battuto con motivi floreali così come i suoi balconi.

In via Caprera è facile trovare al nr. 2 villa Brugnoli, costruita nel 1911 dal capomastro Tomaso Contini. La sua caratteristica sta nel far convivere insieme elementi di architettura araba con quella medievale e rinascimentale e con un tocco di architettura veronese: un edificio che esce da qualche fiaba. Altri edifici costruiti intorno al 1915-16 sono stati costruiti in questa via e caratterizzati da eleganti elementi architettonici. Al nr. 3 sorge villino Ribali perfetto risultato degli influssi dell’epoca e mescolati con la tradizione veronese.

In via Anzani è bene ricordare villa Beghini. Progettata dall’architetto Fagiuoli e finita di costruire nel 1932, fu sede della Gesapo durante la Seconda Guerra Mondiale. In via Cesiolo c’è villa Bolla che fu acquistata dal pittore Aristide Bolla e risulta essere interessante per le scene affrescate al suo interno e ispirate alla pittura del Rinascimento. Parlando sempre della Seconda Guerra Mondiale: recatevi in via Anita Garibaldi alla ricerca di villa Basevi al nr. 7. E’ un edificio caratterizzati da dei corpi a torre medievale, ampie finestre legati all’arte secessionista e molto ferro lavorato con motivi liberty. Villa Basevi al suo interno custodisce delle strutture in cemento armato e alcune tracce di un bunker, costruito durante l’ultima guerra dato che l’edificio fu requisito dalle truppe tedesche del generale Wolff.

In via Rovereto nr 9 ricordo villa Battei e caratterizzata da un pronao semicircolare e sorretto da colonne doriche e sormontato da un terrazzo. L’ideatore fu l’ing. Italo Mutinelli che rese omaggio al Palladio. Altre ville in questa via, ricordo villa Gelmetti, villa Manzini e i palazzi Gnecchi e Radaelli.

La lista è lunga e varia e vi consiglio di perdervi in una bella giornata primaverile in tutte le stradine di Borgo Trento  che si collegano tra di loro partendo da viale Bixio e non è detto che troviate la vostra casa in perfetto stile Liberty del cuore dove venirci a vivere! Sono contenta di aver parlato di uno dei quartieri storici di Verona e spero di andare avanti, raccontandovi anche degli altri!

 

Autore dell'articolo: Katia

Mi chiamo Katia, ho vissuto tra Italia, Germania e Irlanda. I posti che adoro di più? L'Irlanda, Venezia e tutte quelle località dove c'è il mare ... infatti, ironia della sorte, vivo in montagna! Perché scrivo? Semplicemente per ricordare tutto quello che vedo e per imparare a scrivere! :)

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