ARCHIGINNASIO BOLOGNA

Teatro Anatomico e il Palazzo dell’Archiginnasio

In una delle mie ultime gite a Bologna sono andata a visitare il Teatro Anatomico: era da tanto che ci volevo andare e non mi capacito del perché non ci sono mai andata prima; è un luogo dove il tempo s’è fermato e sprigiona storia da tutti i pori! Il Teatro Anatomico è collocato all’interno del Palazzo dell’Archiginnasio, l’antica sede universitaria della città ed è proprio in centro storico, accanto alla chiesa di San Petronio.

 

Un pò di storia

L’università di Bologna è la prima università al mondo ad essere nata: la sua origine risale al XI secolo dove maestri privati impartivano il libero insegnamento a gruppi di studenti riuniti in varie associazioni conosciute come universitates. Fino al Cinquecento, l’insegnamento era impartito presso le case private dei docenti o in locali in affitto. Dal XVI secolo si ebbe la necessità di creare un luogo apposito per raccogliere tutti gli insegnamenti universitari in un’unica e stabile sede. Il Palazzo dell’Archiginnasio nacque nel 1562 per raccogliere le scuole dei Legisti (diritto civile e canonico – oggi sala dello Stabat Mater) e degli Artisti (filosofia, medicina, matematica, scienze naturali e fisica – oggi sala di lettura) e fu inaugurata nell’ottobre del 1563. Costruita grazie al volere del Legato pontificio di Bologna, il cardinale Carlo Borromeo, rispecchiava appieno le idee dello Stato Pontificio e delle nuove tendenze del Concilio di Trento: la data della conclusione del Concilio coincide proprio con la nascita dell’Archiginnasio, Concilio che cercò di riordinare la Chiesa e rilanciare la sua influenza sulla cultura e sulla società.

L’edificio è su due piani ed è caratterizzato da un lungo portico (ben 139 metri) di arcate che creano così un cortile interno. Due ampi scaloni conducono ai piani superiori: 10 aule scolastiche (oggi chiuse perché costituiscono i depositi principali di libri della Biblioteca) e 2 aule magne (una per gli artisti e una per i Legisti). L’interno dell’edificio toglie il fiato per via delle fitte decorazioni sulle pareti delle sale, le volte degli scaloni e dei loggiati: sono iscrizioni e monumenti celebrativi dei maestri dello Studio, oltre a poter ammirare i tantissimi stemmi delle associazioni studentesche e dei professori.

Tra il 1943 e il 1945 Bologna venne ripetutamente bombardata: l’ala orientale dell’Archiginnasio venne completamente distrutta; un vero peccato perché era la zona più rilevante a livello storico-artistico che includeva anche il Teatro Anatomico e la cappella di Santa Maria dei Bulgari con gli affreschi di Bartolomeo Cesi. Il Teatro Anatomico venne ricostruito rifacendosi completamente – e in modo rigoroso – all’originale, cercando di riutilizzare tutte le parti superstiti recuperate sotto le macerie.

ill cortile del palazzo archiginnasio

Il Teatro Anatomico

Il primo teatro venne costruito nel 1595, mentre quello attuale risale al 1636/37 grazie al disegno dell’architetto Antonio Paolocci detto il Levanti. La sala è chiamata Teatro per via della sua forma, tipica di un anfiteatro. Al centro è situato il tavolo per le lezioni di anatomia e intorno i posti a sedere per poter osservare e la cattedra del Lettore che sovrasta sopra il tavolo e fiancheggiata da due statue dette “Spellati” del 1734. Le decorazioni del soffitto e delle pareti furono completate tra il 1647 e il 1649. La lezione di anatomia si svolgeva durante l’inverno ed esattamente tra la festa di Sant’Antonio abate (17 gennaio) e la fine del carnevale per motivi igienici. I corpi erano quelli di persone giustiziate o di persone di bassa condizione sociale morte nei vicini ospedali di Santa Maria della Vita o di Santa Maria della Morte. Il docente osservata dalla sua cattedra ed era il cerusico (un medico chirurgo) ad effettuare la dissezione del corpo.

La cattedra del professore

 

Il tavolo anatomico

La sala dello Stabat Mater 

Questa era l’aula magna dei Legisti e chiamata così per via della prima esecuzione, tenutasi il 18 marzo 1842, dello Stabat Mater di Gioachino Rossini, sotto la direzione di Gaetano Donizetti. Questa è tra le sale più rappresentative dell’università originaria e decorata in modo fastoso da varie composizioni che talvolta si sovrappongono a quelle più antiche.

La sala dello Stabat Mater
La sala dello Stabat Mater

 

Uno scorcio sulla sala dello Stabat Mater

La biblioteca

La nascita della biblioteca risale al 1801 grazie al Dipartimento del Reno. Inizialmente raccoglieva un vasto numero di libri di diversa argomentazione ma durante il corso del tempo fu impossibile tenere il suo carattere generalistico, raccogliendo libri di ogni settore. Si decise, allora, di raccogliere opere soprattutto legate alle discipline umanistiche e con un occhio di riguardo verso la storia, la politica e la società bolognese. Oggi è punto di riferimento importante per la cultura, in quanto è una biblioteca di ricerca e conservazione e promuove diversi cicli di conferenze, presentazioni di volumi, convegni, mostre.

Gli stemmi

Le scalinate, i corridoi e le sale sono decorate in modo sfarzoso da affreschi ma soprattutto da un numero incalcolabile di stemmi: oggi si contano ben 6.000 pezzi (in origine erano ben 7.000 pezzi e ancora oggi è la più grande raccolta araldica al mondo). L’esibizione degli stemmi non serviva che rafforzare l’autorità e il potere dell’istituzione, in questo caso dell’Università: la decorazione araldica serviva ad enfatizzare la storia ed il prestigio della tradizione accademica; le iscrizioni e i motti invitavano all’elevazione intellettuale e morale.

Le araldiche lungo le scalinate
Le araldiche lungo le scalinate

Le araldiche si possono suddividere in:

araldica ecclesiastica che testimoniano il legame della città con lo Stato Pontificio (infatti fu la seconda città dello Stato Pontificio dopo Roma) e sede di un cardinale legato e di un cardinale arcivescovo;

araldica pubblica frutto degli omaggi da parte degli studenti che si riproponevano di ottenere appoggio e protezione da parte di città o di stati;

araldica studentesca che rappresenta gli studenti-consiglieri e ad oggi si contano circa 5.500 stemmi;

allegorie araldiche.

le araldiche palazzo archiginnasio
Le araldiche che decorano i corridoi

 

Consigli di lettura sull’argomento:

L’Archiginnasio. L’Università, il Palazzo, la Biblioteca, Credito Romagnolo, Bologna 1987

Il Palazzo dell’Archiginnasio a Bologna, Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio, Comune di Bologna, Tipografia Metropolitana, 2010

Colitta, Carlo, Il palazzo dell’Archiginnasio e l’antico studio bolognese. Con il teatro Anatomico, le funzioni dell’Anatomia, prima esecuzione dello Stabat Mater di Rossini, Bologna, Officina Grafica Bolognese, 1975

Roncuzzi Roversi Monaco,Valeria,  L’Archiginnasio. Guida al palazzo e alla biblioteca, Bologna, Nuova Alfa, 1988

Autore dell'articolo: Katia

Mi chiamo Katia, ho vissuto tra Italia, Germania e Irlanda. I posti che adoro di più? L’Irlanda, Venezia e tutte quelle località dove c’è il mare … infatti, ironia della sorte, vivo in montagna! Perché scrivo? Semplicemente per ricordare tutto quello che vedo e per imparare a scrivere! :)

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