Cosa vedere a Padova prima parte

Cosa vedere a Padova – prima parte

Padova è stata una di quelle città che ho scoperto e riscoperto recentemente. Inizialmente non mi diceva niente, poi col tempo e le diverse visite ho incominciato a conoscerla meglio ed apprezzarla sempre di più. Un detto locale recita “Venezia la bella, Padova la sorella” che sta ad indicare di come Venezia sia bella e che Padova non è da meno a questa bellezza. E mi trova pienamente d’accordo: Padova è il luogo della storia, dell’arte e della scienza.

Questo primo tour va alla scoperta di tutti quei luoghi che si trovano lungo l’arteria principale della città che dalla stazione dei treni porta al Prato della Valle, tra le più grandi piazze del mondo: è seconda solo alla piazza Rossa di Mosca. Punto di partenza: stazione dei treni.

 

Cappella degli Scrovegni - esterno www.ilmiraggio.com
Cappella degli Scrovegni – esterno

La prima tappa è la Cappella degli Scrovegni, conosciuta per i bellissimi affreschi di Giotto. Dall’esterno, la cappella è un edificio anonimo e nascosto: è molto facile passarci davanti senza farci caso. Ma è il suo interno che nasconde una meraviglia: gli affreschi di Giotto e sicuramente gli affreschi più famosi al mondo. Risalgono al Trecento e furono fatti da Giotto su commissione del nobile Enrico Scrovegni, banchiere ed usuraio molto conosciuto che venne perfino inserito nel girone dell’inferno di Dante. Cappella e battistero sono visitabili solo su prenotazione: entrambi i luoghi sono molto piccoli e per motivi di sicurezza si può entrare solo negli orari prestabiliti e non superando le 10/15 persone a volta.

Seconda e terza tappa sono proprio una di fronte all’altra: il Caffè Pedrocchi e il Teatro Anatomico presso il Palazzo Bo, l’antica sede dell’Università di Padova. Caffè Pedrocchi, nato nel 1831, è il luogo simbolo della città, un luogo dove storia e letteratura sono passati di qua (bevendosi un caffè). Il Risorgimento è stato di casa grazie agli intellettuali e gli artisti che l’hanno frequentato. Eleonora Duse, Marinetti, D’Annunzio, perfino Balzac e Stendhal  ma anche politici e patrioti, professori universitari e studenti si sono seduti a discutere nelle sale Verde, Rossa e Bianca (guarda a caso i colori della bandiera italiana!). Per approfondire l’argomento vi rimando all’articolo Il caffè Pedrocchi di Padova. Di fronte al Caffè Pedrocchi si trova l’antica sede dell’Università di Padova: insieme a quella di Bologna, è la più antica università italiana (se non del mondo) e ufficialmente è nata nel 1222, anche se l’attività di studio e ricerca erano già presenti prima grazie allo spostamento massiccio di professori e studenti provenienti dall’università di Bologna (molto legata al papato, mentre Padova fu molto più liberale e laica: è proprio qua che Galileo Galilei insegnò per ben 18 anni). All’interno è da visitare assolutamente il Teatro Anatomico: primo esempio assoluto al mondo di struttura permanente creata per l’insegnamento dell’anatomia attraverso la dissezione di cadaveri.

Ultima tappa: Prato della Valle, la seconda piazza più grande al mondo con i suoi ben 88.620 mq di estensione. Al suo centro c’è un’isola chiamata Isola Memmia in onore del podestà che commissionò i lavori; intorno all’isola c’è un canale di 1,5 km e 4 viali incrociati che collegano l’isola con la “terra ferma”. Tutt’intorno ci sono ben 78 statue che rappresentano famosi personaggi del passato. Ogni sabato viene fatto proprio qua il mercato.

Proprio in questa piazza si trova un piccolo museo un po’ sconosciuto ma tanto bello: se siete appassionati di cinema e fotografia, vi consiglio di visitare il Museo del Precinema, nato grazie alla collezione Minici Zotti. Si può definire una Wunderkammer, ossia un museo delle meraviglie, unico nel suo genere. Museo che percorre la storia e la nascita del cinema: dalle macchine fotografiche alle lanterne magiche, passando dalla stereoscopia. Sembra davvero di fare un salto nel passato, perdendo la cognizione del tempo. La visita inizia con un video di 15 minuti dove vengono spiegate le varie forme di intrattenimento nelle varie epoche ma anche nei vari paesi come l’India e la Cina. Dopodiché la visita continua nelle 3 sale: sembrano poche ma vi assicuro che di cose da vedere e da ammirare ce ne sono tantissime!

Last but don’t least, la Basilica di Sant’Antonio, conosciuta meglio come la Basilica del Santo. Da Prato della Valle sono 5 minuti. Vi consiglio assolutamente di andarci anche se non siete credenti: è uno spettacolo! E’ stata riconosciuta dalla Santa Sede come Santuario internazionale ed è anche uno dei più celebri e frequentati luoghi di culto della cristianità. Vi lascio l’articolo relativo al suo percorso artistico: un percorso che lascia senza fiato, ve l’assicuro!

Se vi rimane ancora tempo e voglia, quando uscite dalla Basilica, vi consiglio di visitare l’Orto Botanico, situato appena 5 minuti da qui. Nato nel 1545 per la coltivazione delle pianti semplici, utilizzate nei vari medicamenti; nel corso del tempo serviva agli studenti che studiavano medicina di imparare a riconoscere le varie piante da utilizzare. Oggi fa parte della lista dei luoghi del Patrimonio UNESCO.

scorcio dell'Orto Botanico
scorcio dell’Orto Botanico

 

 

Il tour per Padova continua col post Cosa vedere a Padova. Seconda parte: tante sono le cose da visitare che un post (e una giornata) non basta!

 

Autore dell'articolo: Katia

Mi chiamo Katia, ho vissuto tra Italia, Germania e Irlanda. I posti che adoro di più? L'Irlanda, Venezia e tutte quelle località dove c'è il mare ... infatti, ironia della sorte, vivo in montagna! Perché scrivo? Semplicemente per ricordare tutto quello che vedo e per imparare a scrivere! :)

2 thoughts on “Cosa vedere a Padova – prima parte

    Roberta

    (maggio 26, 2017 - 8:14 pm)

    Mi emoziona sempre sentir parlare della mia Padova! Hai citato anche il mio posto preferito, l’orto botanico. Grazie

      Katia

      (maggio 27, 2017 - 7:02 pm)

      Mi fa piacere! Io mi diverto sempre sentir parlare di Trento, la mia città: è sempre interessante vedere come gli altri la vedono. L’orto botanico mi è piaciuto molto: peccato esserci andata a gennaio; ci dovrò ritornare nella bella stagione.
      Ho in mente altri post su Padova: ce ne sono di cose da raccontare …

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