Altstadt Dresden

Cosa vedere a Dresda – Altstadt

Dovete sapere che la Germania ed io, così come il tedesco ed io, non siamo mai andati d’accordo o meglio: l’impatto non è sempre stato dei migliori (anzi mai) ma passato il primo impatto è scoppiato l’amore.

Così è successo con Dresda: città che non ho mai considerato nei miei viaggi e ci sono arrivata per caso per un corso di tedesco in previsione di 2 anni di università (una doppia laurea che  non è mai partita … peccato). Il primo impatto non è statto bellissimo, ci sono arrivata in agosto e una persona pensa che l’estate sia il periodo più bello per girare grazie alle belle giornate, il sole e il bel clima. Invece no. Dopo 2 mesi passati all’aperto grazie a un lavoro come animatrice in montagna e 2 settimane di vacanza al mare, mi sono imbattutta in Dresda in una giornata molto grigia, piovosa, con un pò di nebbiolina. Aggiungete poi che il mio studentato era in una zona dove c’erano solo casormoni e una strada grande a 4 corsie (vuota) … tipico stile comunista. La voglia di mollar tutto e ritornarmente a casa di corsa dove la prima settimana di agosto in Italia siamo ancora in piena estate. Ma … sono rimasta, anche perchè il mio corso di tedesco con relativo allogio oramai erano già stati pagati.

Il corso di tedesco è stato uno scambio, una specie di gemellaggio tra la mia università e quella di Dresda e quindi siamo partiti tutti insieme, noleggiando un pullman per venti persone. Il corso durava 3 settimane durante le quali la mattina andavamo a scuola e il pomeriggio avevamo delle gite organizzate per la città e nei dintorni. E devo dire che sono state 3 settimane durante le quali ho scoperto questa bellissima città.

 

La fermata del filobus più vicino al mio studentato
La fermata del filobus più vicino al mio studentato

 


Dicono che Dresda sia la Firenze dell’Elba e questo è verissimo: il centro è una continua meraviglia e inoltre la Gemäldegalerie Alte Meister è uno dei più importanti musei d’Europa: ha sede nel palazzo dello Zwinger, capolavoro barocco dell’architetto Matthäus Daniel Pöppelmann. All’interno è conservata una collezione di oltre 2000 dipinti e numerosissime incisioni. Il mio consiglio? Andateci: è una meraviglia sia la struttura dello Zwinger che le opere conservate! Ecco cliccate qua perché potete fare una visita all’interno. Oltre alle opere, c’è anche una sezione dedicata alla lavorazione delle ceramiche, molto importanti in questa area e provenienti da Meissen (una città non tanto distante da Dresda) con una lunga tradizione a riguardo. Accanto allo Zwinger, proprio nella stessa piazza dove c’è l’entrata, si trova la Semperoper: è il Teatro dell’Opera e deve il suo nome all’architetto Gottfried Semper, architetto che costruì questa struttura in stile neorinascimentale ma con influenze neobarocche durante la metà dell’Ottocento.

Zwinger, dove all'interno ci sono delle importantissime opere
Zwinger, dove all’interno ci sono delle importantissime opere
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Semperoper o Teatro dell’Opera di Dresda

 

Proprio di fronte allo Zwinger c’è il Grünes Gewölbe, situato nella Castello Residenziale di Dresda. La Volta Verde (così si traduce in italiano) raccoglie tutti i tesori dei vari re di Sassonia. Il museo si suddivide in due parti: Volta Verde Storica (Historisches Grünes Gewölbe) dove sono custoditi oltre 3000 capolavori di gioielleria e oreficeria, come le gioie in ambra e avorio, i recipienti tempestati di pietre preziose e le artistiche statuette in bronzo e Nuova Volta Verde (Neues Grünes Gewölbe) che vanta pezzi realizzati da Johann Melchior Dinglinger, gioielliere della corte di Dresda, come la “Corte del Gran Mogol” (Hofstaat des Großmoguls), il “Servizio da caffè dorato” (Goldenes Kaffeezeug) o anche il “Diamante verde di Dresda” (Dresdner Grüner Diamant).

 

Uno dei tanti tesori all'interno del museo
Uno dei tanti tesori all’interno del museo

 

In questa zona, la lavorazione della ceramica la fa da padrone e vanta nobili origini, con prestigiose manifatture che rifornivano in passato la nobiltà di gran parte dell’Europa. Si narra come il principe sassone Augusto sognasse grandiosi tesori, ma non erano solo diamanti, brillanti, ori ed argenti, bensì anche la delicata e bianca porcellana, dipinta da squisite decorazioni, che inizialmente importava da Giappone e Cina, ma che in seguito riuscì a produrre con la prima fabbrica di faenze nella Hauptstrasse di Dresda. Un esempio? Il famoso Fürstenzug, lungo 102 metri, è composto da 24.600 mattonelle dipinte e raffigura un lungo corteo a cavallo di re, principi, nobili, artisti, scienziati, soldati, artigiani e contadini che narrano la storia della dinastia locale, quella del casato di Wettin.

 

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Fürstenzug: lungo 102 metri e composto da 24.600 mattonelle

 

Dopo le 3 settimane di corso, il resto del gruppo è ritornato in Italia e io sono rimasta ancora qua: in totale mi sono fatta 3 mesi. Tra i miei punti preferiti della città, ce ne era uno. Un ponte sull’Elba:  a me l’acqua mi ha sempre rilassato molto e mi ha sempre attirato e dall’altra parte da qui la città aveva una visuale a dir poco fantastica che cambiava carattere in base all’ora del giorno o della sera in cui si passava. Foto ce ne sarebbero in quantità industriale e io non sapevo quale scegliere per farvela vedere … ne ho presa una a caso perché erano tutto bellissime. L’Elba è tutt’ora navigabile e si possono fare anche delle crociere fuori città o semplicemente passarci un paio d’ore per cenare in una di queste barche o un tour della città. Se avete tempo, ve le consiglio vivamente perché è un modo del tutto particolare e suggestivo per scoprire sotto un altro punto di vista la città e i suoi dintorni. Un opzione è quella di prendere uno dei più antichi battelli che fanno parte della flotta bianca della Sächsische: partono dal centro storico per raggiungere diverse mete.

Dresda vista dall'Elba
Dresda vista dall’Elba

 

Un altro posto dove mi piaceva andare spesso era una terrazza sulle rive del fiume, chiamata Brühlsche Terrasse:  zona pedonale e molto rilassante ma soprattutto una vista sulla città vecchia e sull’Elba. Spesso gli sposi vengono qua a farsi fotografare e una volta era luogo dove venivano fatte feste. Goethe l’ha chiamò “Il Balcone d’Europa”: è un parco, o un passaggio lungo 15 metri, a ridosso dell’Elba adornato di statue, caffè, giardini e una meravigliosa vista sulla città.

Brühlsche Terrasse
Brühlsche Terrasse

 

Di Dresda c’è veramente tanto da vedere e da raccontare, magari andrò avanti in una seconda puntata. Ma quello che mi ha sempre attirato di più è stata la Frauenkirche. Perché? Dresda durante la notte tra il 13 e il 14 febbraio del 1944 è stata rasa al suolo dai bombardamenti americani (e qui si può aprire un altro capito di storia contemporanea: se siete interessanti, ditemelo che provvedo). La città non è stata subito ricostruita ma piano piano nel corso del tempo. Questo anche a causa della situazione politico ed economica del paese: la città faceva parte della Germania dell’Est e quindi col comunismo è stato difficile ricostruire tutto. Dobbiamo ringraziare anche la popolazione della città che si è impegnata  a ricostruire questa meraviglia ed è solo dal 2006 (si avete capito bene: dal 2006!) che possiamo ammirare la città e i suoi palazzi completamente ricostruiti. La Frauekirche è stata ricostruita da zero come tanti altri edifici della città. E’ di colore chiara ma ogni tanto, se osservate bene, ci sono delle mattonelle nere: quelle sono originali e sono le poche mattonelle che sono riusciti a recuperare! Ultima curiosità: alla faccia di chi dice che l’arte non serve a niente. Ma sapete che hanno ricostruito la città grazie (e soprattutto) alle opere d’arte? Il mio mito rimarrà sempre Bernardo Bellotto.

 

Frauenkirche: forse (ma per me di sicuro) il punto chiave della ricostruzione della città
Frauenkirche: forse (ma per me di sicuro) il punto chiave della ricostruzione della città

 

Bellotto e la "sua" Frauenkirche
Bellotto e la “sua” Frauenkirche (foto presa da Google)

 

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Un’altra prospettiva della bellissima Frauenkirche

 

 

Autore dell'articolo: Katia

Mi chiamo Katia, ho vissuto tra Italia, Germania e Irlanda. I posti che adoro di più? L'Irlanda, Venezia e tutte quelle località dove c'è il mare ... infatti, ironia della sorte, vivo in montagna! Perché scrivo? Semplicemente per ricordare tutto quello che vedo e per imparare a scrivere! :)

7 thoughts on “Cosa vedere a Dresda – Altstadt

    Celeste

    (marzo 30, 2017 - 10:30 pm)

    Trovo pochi post su Dresda sui vari blog, sono contenta di essermi “imbattuta” nel tuo.
    Non ho girato moltissimo la Germania, ma delle città che ho visto è senza dubbio la mia preferita. Ho la fortuna di passarci una giornata una volta l’anno circa, mi affascina sempre tantissimo. E concordo sulla Frauenkirche, sicuramente il monumento più “toccante”.

      KatiaDivina

      (marzo 31, 2017 - 4:22 pm)

      Ciao! Grazie per essere passata, e fermata, allora! Con Dresda ho un rapporto di odio-amore: ci ho vissuto 10 anni per 3 mesi e sono scappata perché non faceva per me. La scorsa estate, durante il mio viaggio a Berlino, ho deciso di farci un salto: stessi sentimenti! Però, architettonicamente parlando è fantastica, così come la sua storia!

    Annavagabonda

    (febbraio 2, 2016 - 1:37 am)

    Dopo aver letto il tuo bellissimo commento sul mio blog (brava, anche secondo me sono sempre tutte “scuse”), non potevo non visitare il tuo 🙂 Molto bello il tuo post – e le tue foto- su Dresden! Nonostante abbia passato la vita ad andare in Germania almeno tre volte all’anno, dato che mia mamma è tedesca, a Dresden non ci sono mai stata… forse è ora di rimediare!:)

      ilmiraggio

      (febbraio 6, 2016 - 3:01 pm)

      Ciao! Grazie di essere passata da me! Per quanto riguarda il nostro discorso sul partire o meno: confermo che se parti è perché sei convint*, se non parti, vuol dire che non è la tua strada. Non è mai stato da me rimanere ferma in un posto a lungo e quindi ero disposta a tutto pur di viaggiare. Se non si è disposti a tutto per fare una cosa … vuol dire che per te non è importante, quindi odio quando mi si dice “Beata te”, “Se sapessi le lingue, partirei pure io”, “Se avessi più soldi” etc 🙂
      A Dresda mi piacerebbe molto ritornarci per poterla vivere con un animo nuovo: purtroppo quando ci sono stata, non era il mio periodo migliore e l’ho vissuta male. Mi manca molto lo Zwinger e il lungo Elba: i miei posti preferiti. Se riesci, vai 🙂

      Annavagabonda

      (febbraio 9, 2016 - 8:54 pm)

      Uuuuuuu, quei commenti, li detesto pure io. O quando ti dicono che non hanno soldi per viaggiare, ma che gli piacerebbe moltissimo farlo, e poi si comprano un Iphone nuovo appena esce, o assecondano tutte le mode del momento -.-
      Uno dei motivi per cui sono andata via dall’Italia, in effetti, è proprio perchè a volte mi sentivo rinchiusa in una gabbia di matti (vivere in un paese di montagna non era facile, ahah).
      Ti farò sapere se il vento mi porterà a Dresda!

    Diletta

    (dicembre 20, 2015 - 12:02 pm)

    Ciao! Ma che bella Dresda… ci sono stata anche io con la scuola, avevamo fatto uno scambio culturale di una settimana con una classe di ragazzi tedeschi! Peccato che non ho più le foto, chissà che fine hanno fatto… ma l’ho rivissuta grazie a te 🙂 a presto!

      ilmiraggio

      (dicembre 22, 2015 - 7:38 pm)

      Ciao! Io ci sono stata perché la mia università è gemellata con quella di Dresda e organizza ogni anno corsi estivi di tedesco e dovevo farci la Doppia Laurea (che per motivi burocratici non è partita 🙁 ). Mi fa piacere che ti sono ritornarti ricordi: se riesco, ho in mente una seconda parte per far conoscere la zona “vecchia”. Io non l’ho vissuta bene ma ora, a distanza di tempo mi piacerebbe molto ritornarci e riviverla con un altro spirito! 🙂

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